Il nuovo governo nepalese punta sulle entrate fiscali piuttosto che sull’energia pulita.
Scenari e Impatti Economici della Nuova Politica Fiscale
Quando Balendra Shah è diventato primo ministro nel marzo 2023, ha dovuto affrontare una crisi energetica aggravata dal conflitto tra Stati Uniti e Iran. Il governo si è trovato di fronte alla scelta di accelerare la transizione verso l’energia pulita o di rafforzare le finanze pubbliche necessarie per sostenere tale transizione. Nel documento di politica fiscale del 29 maggio, la scelta è ricaduta sulle finanze.
Il Nepal importa combustibili fossili per un costo di circa 300 miliardi di rupie (2 miliardi di dollari) all’anno, incluso il gas da cucina, per il quale il governo offre circa 9 miliardi di rupie (59,5 milioni di dollari) in sussidi annuali. D’altro canto, quasi tutta l’elettricità della rete proviene dall’idroelettrico, con i surplus venduti a India e Bangladesh durante la stagione delle piogge. Si stima che entro il 2025, il 73% delle nuove vendite di auto nel Nepal sarà rappresentato da veicoli elettrici.
L’amministrazione attuale sostiene la necessità di un cambiamento per aumentare le entrate, vista la necessità di infrastrutture adeguate per la transizione. Un’analisi condotta dall’Istituto per gli Studi di Sviluppo Integrato ha quantificato il costo fiscale del precedente regime di incentivi per i veicoli elettrici, evidenziando come i sussidi avessero soprattutto avvantaggiato i consumatori più agiati. Di fronte a un reddito pro capite inferiore a 1.500 dollari, la maggior parte della popolazione non ha accesso neanche a una vettura di base.

