Il fegato del papà salva Ayeda: a Palermo il trapianto che le restituisce la vita
Quando è arrivata a Palermo, il 4 settembre 2025, Ayeda era una bambina gravemente malata. Affetta da colestasi intraepatica familiare progressiva, una patologia genetica rara e devastante, presentava sintomi severi: ittero, prurito incessante, perdita di peso e una progressiva insufficienza epatica.
In Afghanistan, così come nei Paesi in cui la famiglia si era rifugiata — tra Iran e Pakistan — non c’erano possibilità di cura. Ai genitori, Noora e Alizada, era stata prospettata solo una tragica alternativa: l’impossibilità di intervenire.
Ma la famiglia non si è arresa. Un appello lanciato sui social ha attivato una rete di solidarietà internazionale fatta di associazioni, volontari e cittadini. Una mobilitazione che ha attraversato confini e burocrazie, fino ad arrivare alle istituzioni italiane.
