I chimpanzé iniziano a prendere rischi prima degli esseri umani, rivela uno studio.
I ricercatori hanno confrontato i comportamenti di diversi gruppi di età, scoprendo differenze significative: i piccoli scimpanzé erano molto più attivi e audaci rispetto ai giovanissimi e agli adolescenti. Lauren Sarringhaus, biologa e coautrice dello studio, ha accennato al fatto che la ricerca ha rivelato la presenza di comportamenti rischiosi già nella fase primordiale della vita. “Ci ha sorpreso la differenza significativa tra i gruppi di età,” ha commentato.
Sarringhaus ha spiegato che il “cercare brividi” potrebbe rivelarsi vantaggioso per lo sviluppo delle abilità motorie, poiché l’attività fisica avrebbe un carico benefico per le ossa dei neonati, aiutandole a diventare più forti. Tuttavia, l’eccessivo stress, come le cadute, può causare fratture che influenzano seriamente il loro sviluppo.
Il ruolo degli adulti nella protezione degli scimpanzé
Gli autori dello studio sostengono che la cura attenta fornita dagli esseri umani potrebbe svolgere un ruolo cruciale nella sicurezza degli scimpanzé. Sarringhaus ha inoltre evidenziato come infrastrutture sociali, come le scuole, possano limitare le pulsioni rischiose nei bambini. “Esiste una rete molto complessa tra gli esseri umani che non si osserva negli scimpanzé,” ha affermato Murray.
Gli scimpanzé giovani sono protetti dai loro genitori e da altri membri del gruppo, ma non sono sempre sotto sorveglianza. Ciò significa che i loro caregiver potrebbero non essere in grado di prevenire un salto o una caduta pericolosa. Con l’avanzare dell’età, la protezione parentale diminuisce, il che potrebbe spiegare perché il picco del comportamento rischioso avvenga durante l’adolescenza.
