Gli animali sentono la nostra assenza? Cosa succede davvero quando usciamo di casa

Quando chiudiamo la porta di casa e andiamo al lavoro, a fare la spesa o semplicemente fuori per qualche ora, cosa succede davvero al nostro cane o al nostro gatto? L’immagine dell’animale che rimane immobile davanti alla porta ad aspettare il ritorno del proprietario appartiene alla cultura popolare, ma la realtà è più complessa. Cani e gatti possono sviluppare un forte legame con le persone di riferimento e alcuni possono manifestare comportamenti specifici quando rimangono soli. Non tutti, però, vivono la separazione allo stesso modo.

La ricerca sul comportamento animale ha individuato nei cani veri e propri comportamenti correlati alla separazione, mentre anche nei gatti sono stati descritti segnali compatibili con problemi di separazione. In uno studio condotto su 223 gatti, il 13,45% degli animali esaminati soddisfaceva almeno uno dei criteri comportamentali utilizzati per identificare questo tipo di problema.

Quando la porta si chiude: il cane può vivere male la separazione


Il cane è una specie particolarmente sociale e l’assenza della persona di riferimento può provocare reazioni molto diverse. Alcuni animali si limitano a dormire, mangiare, giocare o esplorare la casa fino al ritorno del proprietario. Altri, invece, possono iniziare ad abbaiare o ululare, camminare avanti e indietro, distruggere oggetti, tentare di uscire oppure fare i bisogni in casa.

Non è corretto interpretare automaticamente questi comportamenti come un semplice “dispetto”. Gli studi descrivono i problemi legati alla separazione come un fenomeno complesso, che può essere associato a paura, frustrazione o altre condizioni emotive.

Anche la routine quotidiana può avere un ruolo. Una ricerca condotta su oltre 1.800 cani ha osservato che importanti cambiamenti nella quantità di tempo trascorso da soli erano associati a variazioni nel rischio di sviluppare comportamenti correlati alla separazione.

Questo significa che non è necessario evitare ogni assenza. Al contrario, una routine prevedibile e graduale può aiutare l’animale a gestire meglio i momenti in cui il proprietario non è presente. Se invece il cane manifesta sistematicamente panico, vocalizzazioni intense, distruzione o tentativi di fuga, è opportuno parlarne con il veterinario e, quando necessario, con un professionista qualificato del comportamento.

E il gatto? Non sempre stare da solo significa sentirsi abbandonato


Il gatto viene spesso descritto come indipendente e questo ha alimentato l’idea che possa trascorrere tranquillamente qualsiasi quantità di tempo da solo. Anche in questo caso la realtà è individuale. Alcuni gatti sembrano non modificare affatto le proprie abitudini quando il proprietario esce; altri possono manifestare vocalizzazioni eccessive, eliminazione fuori dalla lettiera, agitazione, comportamenti distruttivi o una marcata apatia.

In uno studio sui problemi di separazione nei gatti, tra i comportamenti segnalati comparivano proprio eliminazioni inappropriate, vocalizzazioni, distruttività, apatia e agitazione. Gli autori sottolineano però che il fenomeno è ancora meno studiato rispetto a quello osservato nei cani.

Per questo motivo, trovare il gatto che dorme sul divano mentre siamo fuori non significa che non abbia alcun legame con noi. Semplicemente, il suo modo di vivere l’assenza può essere diverso. E al nostro ritorno potrebbe non correre verso la porta come farebbe un cane: potrebbe continuare a dormire, avvicinarsi dopo qualche minuto oppure cercare il contatto più tardi.

La cosa importante è osservare i cambiamenti. Se un animale che normalmente gestisce bene la solitudine comincia improvvisamente a vocalizzare, distruggere oggetti, urinare fuori dalla lettiera o mostrare comportamenti insoliti quando rimane solo, non bisogna liquidare tutto con la frase “gli manca il padrone”. Prima occorre escludere eventuali problemi di salute e valutare con attenzione il comportamento.

L’assenza, quindi, non è necessariamente un problema. Per molti animali fa semplicemente parte della normale giornata. La vera attenzione deve essere rivolta a ciò che cambia: perché è proprio attraverso quei cambiamenti che cane e gatto possono comunicarci che qualcosa, durante le nostre ore lontani da casa, non sta funzionando come dovrebbe.

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