Gerard C. Boere, conservazionista e progettista di corridoi ecologici, è morto il 6 gennaio a 83 anni.
Boere si dimostrò anche un costruttore di istituzioni e di memoria. Aiutò a rafforzare Wetlands International, sostenne i gruppi di conservazione degli uccelli negli stati post-sovietici, e documentò la creazione dell’AEWA con insolitamente grande attenzione, producendo una storia che mostrava quanto fossero fragili tali accordi e quanto lavoro fosse necessario per mantenerli vivi. La conferenza “Waterbirds Around the World” del 2004, che aiuto ad organizzare, riunì centinaia di specialisti e fissò solidamente il concetto di via migratoria nella pratica globale della conservazione.
Tra i suoi uccelli preferiti c’era il calidride, ma Boere resistette alla sentimentalità. La migrazione, come amava spiegare, è complessa, variabile e non concede nulla a chi trascuri i legami critici. Anche la cooperazione internazionale presenta le sue difficoltà. Passò una vita intera a rendere entrambi un po’ più fattibili, lasciando al resto del mondo il compito di tenere il passo.
Le sue iniziative e il suo impegno nel campo della conservazione sono testimoniati da diverse fonti ufficiali, tra cui il [Wetlands International](https://www.wetlands.org) e la [Convention on Migratory Species](https://www.cms.int). Il lavoro di Gerard C. Boere ha lasciato un’impronta duratura nella conservazione degli uccelli migratori, dimostrando che il lavoro di squadra, la passione e la dedizione possono realmente fare la differenza nella protezione del nostro ambiente.
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