Frana di Niscemi, l’allarme dei geologi: “Fenomeno in evoluzione, rischio ancora alto”
Il geologo Giuseppe Collura, referente SIGEA presente sul posto, ricostruisce le fasi principali dell’evento. Il primo movimento franoso si è verificato il 16 gennaio, interessando il versante occidentale su cui insiste la Strada Provinciale 12.
Una seconda attivazione, avvenuta il 25 gennaio, ha ampliato il fronte verso sud-ovest, coinvolgendo direttamente il margine del centro abitato e sovrapponendosi al corpo di frana del 1997, già documentato anche in scritti storici risalenti al 1790.
Un territorio geologicamente fragile
Dal punto di vista geologico, l’area interessata è caratterizzata da terreni sabbioso-limosi poggianti su un substrato argilloso, una combinazione che favorisce l’instabilità. A ciò si aggiunge un contesto geomorfologico ad altissima suscettività alla franosità.
Secondo Collura, uno dei fattori aggravanti è rappresentato dal deflusso incontrollato delle acque provenienti dal centro urbano, che si riversano sul versante creando profonde incisioni e aumentando la vulnerabilità del territorio.
