Feci e microbiomi: studi sulla fauna per salvaguardare la biodiversità terrestre.
Il trattamento con FMT è già stato applicato con successo per le foche elefante (genere Mirounga) e i ghepardi (Acinonyx jubatus), facilitando il recupero del microbioma intestinale dopo trattamenti antibiotici. Nonostante il potenziale di queste tecnologie, la ricerca è ancora nelle fasi iniziali e sono necessarie ulteriori indagini per integrare i trattamenti nei protocolli di conservazione.
I progetti di ricerca sui microbiomi rappresentano una frontiera interessante nella conservazione della fauna selvatica. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), è essenziale integrare la ricerca sui microbiomi nelle strategie globali di conservazione. Comprendere meglio come le interazioni tra microbios e fauna selvatica possano influenzare la salute degli animali rappresenta una chiave per l’efficacia delle azioni di conservazione.
Fonti Ufficiali
– Cheng, Y., et al. (2015). The Tasmanian devil microbiome — Implications for conservation and management. Microbiome, 3(1), 76.
– Blyton, M. D., et al. (2023). The koala gut microbiome is largely unaffected by host translocation but rather influences host diet. Frontiers in Microbiology, 14.
– Risely, A., et al. (2023). Climate change drives loss of bacterial gut mutualists at the expense of host survival in wild meerkats. Global Change Biology, 29(20), 5816-5828.
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