Feci e microbiomi: studi sulla fauna per salvaguardare la biodiversità terrestre.

Feci e microbiomi: studi sulla fauna per salvaguardare la biodiversità terrestre.

I Diavoli della Tasmania e il Microbioma

Per i diavoli della Tasmania, la bassa diversità microbica nelle popolazioni in cattività ha sollevato numerose preoccupazioni sanitarie, poiché tale carenza potrebbe rendere gli animali vulnerabili a malattie. Carolyn Hogg, responsabile della ricerca presso il gruppo di Genomica della Fauna Australiana all’Università di Sydney, afferma: “Inizialmente avevamo timori che la ridotta diversità del microbioma intestinale in cattività potesse essere un problema al momento del rilascio. Volevamo capire se fosse necessario gestire questa situazione in cattività.” La buona notizia è che i diavoli della Tasmania reintrodotti in natura sono riusciti a recuperare il loro microbioma “selvaggio” dopo solo pochi mesi, senza necessità di interventi.

Diversamente, gli studi sui koala (Phascolarctos cinereus) in Australia raccontano una storia differente. Le scoperte suggeriscono che i koala potrebbero dover essere trasferiti in habitat che rispecchiano il loro ambiente forestale originale, dato l’influsso del loro microbioma, come spiega la molecolare ecologa Michaela Blyton dell’Università del Queensland. Le popolazioni di koala sono minacciate in alcune zone australiane, e i programmi di rilascio e trasferimento sono fondamentali per il recupero della specie.


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