Ex lavoratori Almaviva in piazza a Palermo: tre anni di attesa per progetti di ricollocazione

Ex lavoratori Almaviva in piazza a Palermo: tre anni di attesa per progetti di ricollocazione

I manifestanti hanno indossato maschere bianche, simbolo della loro invisibilità agli occhi delle istituzioni, e cuffie con microfono, strumento del loro lavoro storico nei call center. Cartelli con scritte come “Vogliamo risposte, basta attese” e “Noi ex Almaviva, vittime di Stato” sottolineano il disagio e l’urgenza della situazione.

Il nucleo principale della vertenza ruota attorno a due progetti che avrebbero dovuto garantire la ricollocazione:

Il numero unico europeo 116-117, servizio di assistenza sanitaria non urgente complementare al 118, che prevede l’impiego di 130 ex lavoratori.
La digitalizzazione e dematerializzazione delle cartelle cliniche regionali, destinata al restante bacino dei lavoratori, ancora ferma senza tempi certi di avvio.

Il percorso della vertenza

Negli ultimi tre anni, i sindacati hanno portato avanti numerosi incontri con la Regione, senza però ottenere soluzioni concrete. L’ultimo confronto, l’11 marzo, con l’assessora alla Salute Daniela Faraoni, ha confermato la firma del decreto relativo al 116/117 e l’assegnazione delle risorse a TIM come soggetto attuatore. Tuttavia, i tempi di realizzazione del servizio stimati in due o tre mesi, e la successiva definizione organizzativa e del personale, non garantiscono ancora l’effettiva ricollocazione dei lavoratori.

Per quanto riguarda il progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche, già operativo in altre regioni italiane, la Regione ha confermato che non è stato presentato alcun progetto formale, lasciando in sospeso la parte più consistente della ricollocazione.

La posizione dei sindacati


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