Una lettera aperta che lancia un appello alle istituzioni regionali e nazionali affinché si favoriscano le condizioni certe per poter ripartire, investire e continuare a garantire occupazione nei propri territori. La lancia la presidente di Confapi Sicilia, Dhebora Mirabelli, analizzando quanto accaduto a causa del ciclone Harry che ha colpito tutta la Sicilia,
Negli ultimi giorni la Sicilia è stata colpita da un’ondata di maltempo eccezionale a causa del ciclone Harry, con piogge intense, mareggiate, vento forte e ingenti danni alle infrastrutture, alle attività produttive e al tessuto sociale delle comunità costiere e non solo. La situazione resta ancora di emergenza in numerose aree, con allerta gialla attiva su parte dell’Isola e zone che stanno ancora contando i danni materiali provocati dall’evento.
La Giunta regionale siciliana, su proposta del presidente Schifani, ha recentemente dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per far fronte all’impatto del maltempo, stanziando 50 milioni di euro immediatamente spendibili e prevedendo altri 20 milioni tramite specifica norma finanziaria per le situazioni più critiche.
Si tratta di un primo passo importante, ma che va oggi rafforzato con urgenza. Le piccole e medie imprese dell’Isola – dal manifatturiero all’agricoltura, dal turismo ai servizi – stanno già segnalando perdite significative, sospensioni di attività e difficoltà a ripristinare la normale operatività. La stima provvisoria dei danni materiali in Sicilia si aggira ormai attorno a 740 milioni di euro solo per i beni pubblici e infrastrutturali, senza considerare gli impatti economici diretti e indiretti alle imprese e alle filiere produttive.
In qualità di Presidente di Confapi Sicilia, lancio un appello alle istituzioni regionali e nazionali affinché:
lo stato di crisi e di emergenza regionale sia accompagnato da misure concrete e rapide di ristoro economico per le imprese colpite;
sia accelerata la richiesta e l’ottenimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale, con risorse adeguate e accesso ai fondi straordinari e ai meccanismi di solidarietà europei;
vengano semplificate e sospese temporaneamente le scadenze fiscali, i versamenti contributivi e ogni onere che possa aggravare la già difficile situazione di imprese e lavoratori.
Le PMI siciliane non chiedono assistenza, ma condizioni certe per poter ripartire, investire e continuare a garantire occupazione nei propri territori. Senza questi strumenti, l’ondata di maltempo rischia di lasciare cicatrici profonde non solo sul patrimonio produttivo, ma anche sulla coesione sociale e sul futuro economico della Sicilia.
