Edie Widder esplora la bioluminescenza nel nuovo film ‘Life Illuminated’
Widder ha scoperto inizialmente un modo per catturare la bioluminescenza non attraverso un video, ma tramite uno schermo che misurava l’emissione luminosa degli organismi all’impatto. Nel 2004, ha creato un sistema di telecamere subacquee chiamato Eye-in-the-Sea, che utilizzava una luce rossa invisibile alla maggior parte degli organismi marini per non spaventarli. Ha accoppiato il sistema a una “medusa elettronica,” da lei inventata, che emetteva segnali di distress simili a quelli di una vera medusa profonda.
Nel 2012, insieme a un team di scienziati, Widder ha catturato il primo video di un calamaro gigante nel suo habitat naturale, un’impresa che ha descritto come il “santo graal della cinematografia naturalistica”.
Le ricerche riguardo il flashback continuano a rivelarsi affascinanti. Le ipotesi di Widder suggeriscono che questo fenomeno potrebbe derivare da batteri bioluminescenti presenti nella neve marina. La “neve marina” rappresenta il materiale organico che scende dalle superfici dell’oceano, come plancton e feci. Questi processi ecologici potrebbero avere un impatto profondo sull’equilibrio climatico e sulla abitabilità della Terra.
In ultima analisi, Edie Widder definisce il flashback come “il linguaggio del pianeta,” sottolineando la complessità e la bellezza della vita marina.
Fonti ufficiali:
– Ocean Research and Conservation Association
– Mongabay
– Toronto International Film Festival
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