Due pusher arrestati: sequestrate decine di dosi di crack, cocaina e hashish
Nuovo colpo al traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere Sperone di Palermo. La Polizia di Stato ha arrestato, in due distinte operazioni, un 30enne e un 25enne palermitani, colti in flagranza di reato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio e cessione di sostanze stupefacenti.
Gli interventi sono stati eseguiti dagli agenti della Squadra Investigativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza “Brancaccio”, impegnati in una serie di servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione e alla repressione dello spaccio di droga.
Le indagini si sono concentrate nell’area dello Sperone compresa tra via Sacco e Vanzetti e l’intersezione con via Padre Francesco Spoto, zona già attenzionata dagli investigatori. Attraverso mirati servizi di osservazione, i poliziotti hanno documentato in giorni diversi presunte attività di spaccio riconducibili ai due indagati.
Le cessioni osservate dagli investigatori
In entrambi i casi, gli agenti hanno monitorato alcuni scambi sospetti e successivamente fermato gli acquirenti che erano stati visti interagire con i due presunti pusher. I controlli hanno consentito di accertare il possesso di dosi di crack e cocaina appena acquistate.
Per gli acquirenti sono state avviate le procedure amministrative previste dall’articolo 75 del Testo unico sugli stupefacenti, relativo all’uso personale di sostanze.
Le operazioni sono poi proseguite con perquisizioni e ricerche nelle immediate vicinanze dei luoghi di spaccio, supportate anche dall’unità cinofila antidroga.
Nel primo intervento sono state rinvenute e sequestrate 25 dosi di hashish confezionate e pronte per la vendita. Nel secondo caso, invece, gli agenti hanno recuperato 64 dosi tra hashish e cocaina, oltre a un contenitore calamitato utilizzato come nascondiglio e contenente ulteriori quantitativi di cocaina e crack.
Al termine delle attività, tutta la sostanza stupefacente rinvenuta è stata sottoposta a sequestro penale, mentre i due uomini sono stati arrestati in flagranza di reato.
I provvedimenti restrittivi sono stati successivamente convalidati dall’Autorità giudiziaria.
