Donne indigene proteggono le tartarughe vulnerabili nell’Amazzonia ecuadoregna.

Donne indigene proteggono le tartarughe vulnerabili nell’Amazzonia ecuadoregna.

Il traffico di imbarcazioni erode le sponde dei fiumi e il cambiamento climatico ha portato a un innalzamento del livello dell’acqua, inondando le isole dove le tartarughe depongono le uova. Le charapa sono classificate come specie vulnerabili dall’IUCN, l’Autorità globale per la conservazione.

L’impegno delle “donne tartaruga”

Per contribuire al recupero delle tartarughe, un gruppo di sette donne Siekopai ha formato il collettivo “Tari Nomiowa’i,” traducibile come “donne tartaruga.” Queste donne pattugliano le rive del fiume in cerca di tracce e nidi di tartaruga. Quando trovano un nido, lo raccolgono con attenzione, una competenza che Piaguaje ha appreso dal padre. “Mi ha insegnato a come gestire le uova e come riconoscere quando e in quali mesi le tartarughe depongono le uova.”

Le donne documentano ogni nido con dettagli precisi, come data, ora, posizione e numero di uova, utilizzando l’app Epicollect5, uno strumento per la raccolta di dati sul campo. In seguito, portano le uova in una struttura di incubazione per proteggerle da predatori, inondazioni e inquinamento. Dopo la schiusa, continuano a prendersi cura delle tartarughine per un mese, nutrendole con manioca, patate dolci e foglie di taro.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *