Dispositivi da pesca abbandonati inquinano la Riserva Marina delle Galápagos.
Collaborazioni per la salvaguardia dell’ambiente marino
Alberto Andrade, direttore di un gruppo di conservazione locale, osserva come le problematiche legate agli FAD siano sempre più riconosciute. La sua organizzazione ha intrapreso campagne per sensibilizzare la comunità locale circa l’impatto di questi dispositivi. Andrade sottolinea che è ingiusto che le flotte industriali possano avvicinarsi ai limiti delle riserve marine e prelevare il tonno, mentre altre specie marine vengono spesso catturate come “cattura accessoria”. Un approccio collettivo è essenziale per perseguire politiche che prevengano l’ingresso dei FAD nella Riserva.
Un’organizzazione no-profit, TUNACONS, rappresenta le aziende di pesca industriale e ha iniziato un programma di recupero dei FAD in collaborazione con il parco nazionale, compensando i pescatori artigianali con circa 400-600 dollari per ogni FAD recuperato. Tuttavia, questo numero rappresenta solo una frazione dei FAD abbandonati e lungo questo percorso ci sono critiche riguardo alla sostenibilità del modello adottato. La soluzione proposta da TUNACONS è l’EcoFAD, un dispositivo biodegradabile progettato per ridurre l’impatto ambientale, che potrebbe risultare solo parzialmente efficace se anche in essi si trovano componenti non degradabili. Indagini scientifiche suggeriscono che una gestione migliorata fosse la strada migliore rispetto a un divieto totale dei FAD.
