Difterite a Palermo, dieci tamponi positivi tra familiari e amici della bimba deceduta

Difterite a Palermo, dieci tamponi positivi tra familiari e amici della bimba deceduta

Un elemento che sta attirando l’attenzione degli operatori sanitari riguarda la profilassi antibiotica prevista per le persone che hanno avuto contatti stretti con un caso di difterite. Secondo quanto riportato, alcuni dei familiari risultati positivi avrebbero dovuto aver già iniziato la terapia preventiva.

Sarà necessario verificare se la profilassi sia stata effettivamente iniziata e seguita secondo le indicazioni ricevute. Si tratta di un aspetto che rientra negli accertamenti dell’Asp e che dovrà essere ricostruito attraverso il monitoraggio dei contatti.

«Stiamo controllando a tappeto tutti i componenti della famiglia e sottoponendo a profilassi i contatti stretti», ha spiegato Bruno Marsala, direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo. L’attività comprende anche le persone che, per motivi professionali, sono entrate in contatto con familiari e conoscenti della bambina durante gli accertamenti.

Nel frattempo continua la ricerca del possibile portatore iniziale. L’Asp sta ricostruendo gli spostamenti e i rapporti avuti dalla bambina nei giorni precedenti alla comparsa della malattia, cercando di stabilire dove possa essere avvenuto il contagio.

La possibilità che il batterio sia stato trasmesso da un portatore asintomatico è uno degli scenari presi in considerazione dagli specialisti. La difterite può infatti essere trasmessa attraverso le vie respiratorie e la presenza di un portatore inconsapevole rende particolarmente complessa la ricostruzione della catena epidemiologica.

Il caso di Anna Rosa ha fatto scattare una vasta mobilitazione sanitaria a Palermo. L’Asp ha inoltre rafforzato le disponibilità di vaccini nei centri territoriali, proprio per garantire la possibilità di intervenire rapidamente sulle persone non immunizzate o con una protezione incompleta.

Intanto resta ricoverato anche il cuginetto della bambina, che ha contratto la difterite ma presenta condizioni nettamente migliori rispetto alla piccola. Il bambino, già vaccinato, è seguito nel reparto di malattie infettive pediatriche e non sarebbe in pericolo di vita.

La priorità, nelle prossime ore, sarà dunque quella di completare lo screening dei contatti, verificare gli eventuali nuovi casi e soprattutto individuare l’origine della catena di contagio. Un passaggio considerato fondamentale per evitare che il batterio possa raggiungere altre persone, in particolare quelle non adeguatamente immunizzate.

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