Danni del ciclone in Sicilia, Tajani propone una proroga per i balneari
L’indagine partirà dagli eventi del 1997 e si estenderà fino ai giorni nostri. La procura ha acquisito il Piano per l’assetto idrogeologico e una relazione dell’Ati idrico del 2022, elementi ritenuti centrali per ricostruire le responsabilità.
Giovedì verrà affidato l’incarico a tre docenti universitari dell’Ateneo di Palermo, che si occuperanno degli accertamenti tecnici.
«Valuteremo il carico esercitato su quel pianoro, da ciò che è stato costruito e anche dall’acqua», ha spiegato il procuratore.
“Chi ha sbagliato risponderà”
Il messaggio della magistratura è chiaro: nessuna tolleranza verso omissioni o negligenze. “Qualsiasi sarà la responsabilità apicale di chi non ha preso decisioni, lo accerteremo, indipendentemente dal livello dei soggetti coinvolti”, ha sottolineato Vella, invitando chi ha informazioni utili a rivolgersi direttamente alla procura.
Dalla richiesta di aiuti all’Europa alle indagini sulla sicurezza del territorio, la Sicilia affronta una fase cruciale. Da un lato, la necessità di sostenere imprese e lavoratori colpiti dal maltempo. Dall’altro, l’urgenza di fare chiarezza sulle fragilità strutturali che da decenni minacciano intere comunità.
Il futuro dell’Isola passa ora da due parole chiave: responsabilità e prevenzione. Solo così l’emergenza potrà trasformarsi in occasione di rilancio.
