Cosa alimenta il traffico di gibboni? I conservazionisti svelano la domanda di mercato.
La realtà del possesso di un gibbono è spesso ben diversa. Con la maturità, questi primati diventano sempre più difficili da gestire, portando molti proprietari a cercare di rinunciare ai loro animali. Tuttavia, reinserire questi esemplari in natura rappresenta una vera sfida, richiedendo anni di riabilitazione e, in molti casi, senza garantire che abbiano successo. Susan Cheyne, vicepresidente della Sezione sui Piccoli Primati dell’IUCN, sottolinea che ridurre la domanda è “assolutamente fondamentale” per la sopravvivenza della specie. Sebbene l’educazione possa essere utile nelle aree con scarsa consapevolezza, è necessaria una vera e propria trasformazione delle norme sociali in quelle zone in cui i gibboni sono associati al prestigio.
Il messaggio fondamentale, come afferma Cheyne, deve essere chiaro: “Lasciamo i gibboni liberi.” La protezione di questi animali stabilisce non solo un imperativo etico, ma è anche essenziale per il mantenimento della biodiversità e per la salute degli ecosistemi in cui vivono.
Per approfondire la questione, puoi leggere l’articolo completo di Ana Norman Bermúdez su Mongabay.
Fonte: TRAFFIC, IUCN, Mongabay.
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