Cosa alimenta il traffico di gibboni? I conservazionisti svelano la domanda di mercato.

Cosa alimenta il traffico di gibboni? I conservazionisti svelano la domanda di mercato.

Le Radici della Domanda: Una Questione Culturale e Sociale

Tradizionalmente, Indonesia e Vietnam sono stati i paesi dominatori nel commercio di gibboni, ma negli ultimi anni anche India e Malesia hanno assunto un ruolo significativo in questa catena illecita. In Malesia, ad esempio, la domanda è spesso alimentata da un’errata percezione di amore per gli animali. Mariani “Bam” Ramli, fondatore della Gibbon Conservation Society, spiega che molti acquirenti ottengono gibboni tramite reti informali o online, con l’intenzione di tenerli come animali da compagnia. “Gran parte di loro sostiene di amare gli animali o di voler regalare ai propri figli un compagno di giochi,” afferma Ramli.

In India, la domanda si presenta in due forme: il commercio locale nelle aree rurali e la clientela benestante delle città, disposta a pagare per l’acquisto di gibboni per motivi di prestigio sociale. Florian Magne, direttore della HURO Foundation, sottolinea che i gibboni vengono spesso percepiti come “animali da compagnia prestigiosi, capaci di attirare l’attenzione e conferire status sociale.” Inoltre, la crescente richiesta di gibboni da parte di zoo privati e collezioni tra le élite indiane contribuisce sia al mercato interno che a quello internazionale.


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