Corte Suprema filippina: monitoraggio delle navi da pesca commerciale è incostituzionale.
Sentenza della Corte Suprema delle Filippine: vietate le norme sul monitoraggio dei pescherecci commerciali
Il 21 gennaio 2026, la Corte Suprema delle Filippine ha dichiarato incostituzionale un regolamento che obbligava le imbarcazioni da pesca commerciali a trasmettere continuamente la loro posizione e a presentare rapporti elettronici sulle catture. Questo regolamento, conosciuto come Ordinanza Amministrativa della Pesca No. 266 (FAO 266), era stato parzialmente implementato prima di essere sospeso nel 2022 tramite una contestazione legale. Circa il 52% delle imbarcazioni interessate aveva già installato i dispositivi di tracciamento. Questa decisione ha sollevato preoccupazioni tra i pescatori di piccole dimensioni e gli scienziati, poiché una minore supervisione potrebbe favorire le violazioni nel pescaggio delle acque costiere, dove molte risorse ittiche sono già sovrasfruttate.
La Corte ha confermato una sentenza di un tribunale di grado inferiore che aveva invalidato la FAO 266, sostenendo che il governo non avesse dimostrato in modo sufficiente che i sistemi di monitoraggio potessero rilevare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU) al di là delle aree protette o limitate. Senza un monitoraggio continuo, i pescatori avvertono che le autorità potrebbero avere difficoltà a individuare le imbarcazioni commerciali che penetrano nelle acque municipali, zone generalmente riservate ai pescatori locali.
Le reazioni e le richieste di riesame degli addetti ai lavori
In risposta a questa decisione, il Bureau of Fisheries and Aquatic Resources (BFAR) ha presentato il 14 agosto 2026 una mozione di reconsiderazione, tentando di riaprire il dibattito e chiedere un riesame della decisione prima che diventi definitiva. Secondo il Segretario all’Agricoltura delle Filippine, Francisco Tiu Laurel Jr., c’è fiducia nel fatto che la Corte Suprema riconsidererà il suo verdetto, sottolineando l’importanza delle tecnologie di monitoraggio nel garantire la legalità della pesca.
I pescatori di piccole dimensioni, rappresentati da figure come Pablo Rosales, presidente dell’alleanza Pangisda Pilipinas, avvertono che senza queste misure di monitoraggio, le incursioni commerciali nelle acque municipali potrebbero aumentare. Rosales ha sottolineato che se prima anche con i dispositivi di monitoraggio vi erano già violazioni, ora si potrebbe assistere a un incremento delle attività illegali.
