Condanna confermata per un ex sacerdote: tre anni per violenza su minori
Secondo i giudici della corte d’appello, gli atti compiuti da Rugolo non erano isolati o occasionali, ma rientravano in un approccio invadente e sistematico, incompatibile con il ruolo educativo e spirituale del sacerdote. Palpeggiamenti, pacche sui genitali, baci allusivi e docce fatte insieme venivano presentati come scherzi o esercizi di cameratismo, ma in realtà costituivano una forma di abuso reiterato. Accanto a questi comportamenti fisici, Rugolo ricorreva a strategie psicologiche subdole per manipolare le vittime e mantenere il controllo su di loro. La corte ha inoltre richiamato la mole degli accessi a siti pornografici da parte del prelato, oltre 19 mila in soli nove mesi, a conferma della personalità deviata già evidenziata dalle testimonianze raccolte in dibattimento.
