Cina e Norvegia puntano ad aumentare la raccolta di krill attorno all’Antartide.
## I Tensioni tra Industria e ONG
Cina e Norvegia stanno lavorando per espandere la pesca del krill nell’Oceano Meridionale, promuovendo un nuovo sistema di gestione e continuando a sostenere le proprie flotte. Le tensioni, però, stanno crescendo tra le ONG ambientaliste e l’industria della pesca, che mira a sfruttare una risorsa fondamentale per la rete alimentare in uno degli ecosistemi più fragili del pianeta.
Matts Johansen, CEO di Aker BioMarine, ha dichiarato a Mongabay ad aprile: “Speriamo di ottenere le decisioni necessarie a ottobre 2026”. La società norvegese è coinvolta nella pesca del krill da anni e, nel 2024, ha sviluppato Aker QRILL, che ora gestisce la flotta norvegese di pesca del krill, raccogliendo il 52% della cattura di krill dell’Oceano Meridionale nella stagione 2025 e il 63% nel 2024.
La delegazione norvegese ha presentato una proposta significativa nell’ultima riunione del CCAMLR, l’organismo multilaterale che gestisce la pesca nell’Oceano Meridionale, tenutasi ad Hobart, Australia, nell’ottobre del 2025. Norvegia ha suggerito di passare da un sistema di limiti di cattura fissi e quasi raddoppiare la quantità di krill (Euphausia superba) esportabile. Tuttavia, i 27 membri del CCAMLR non sono riusciti a raggiungere un consenso.
La risposta di Johansen è stata chiara: “A seguito di questo rifiuto, la delegazione cinese ha ribadito il suo veto sulla proposta di istituire un’area marina protetta attorno alla penisola antartica occidentale e alle isole Orcadi meridionali, nota come Dominio 1”. La proposta, avanzata nel 2017 da Cile e Argentina, è stata bloccata da Cina e Russia da allora.
Nei mesi successivi, Aker ha avviato una campagna diplomatica per garantire l’approvazione della proposta di raccolta del krill norvegese nella prossima riunione del CCAMLR prevista per ottobre 2026. “Continuiamo a fare quello che abbiamo fatto l’anno scorso, ovvero incontri con i governi,” ha aggiunto Johansen, che prevede di recarsi presto in Cina, e successivamente in Sud America e Europa per discussioni.
La pesca del krill è di vitale importanza per l’ecosistema dell’Antartide, sia per la fauna selvatica terrestre che per quella marina. Questi crostacei piccoli ma fondamentali formano enormi scuole e sono la base della catena alimentare in quest’area, supportando balene, pinguini e foche.
## La Crescita della Capacità di Pesca
La capacità di pesca sta crescendo, alimentata dalla flotta norvegese, che ha annunciato piani per lanciare una quarta nave nel 2026, e dalla flotta cinese, passata da quattro a cinque navi nel 2025 e ora autorizzata ad una sesta nel 2026. Questa crescita è legata a sussidi e altri supporti statali, specialmente da parte delle autorità cinesi.
Alcune ONG, come Sea Shepherd e la Captain Paul Watson Foundation, hanno intensificato le loro campagne contro la pesca del krill, mandando navi in Antartide. Nei recenti eventi, l’imbarcazione di Sea Shepherd ha persino colliso deliberatamente con una nave di Aker. Le ONG affermano che la flotta del krill compete per il cibo con specie già minacciate, come i pinguini imperatori e le foche antartiche, entrambi dichiarati a rischio dalla Lista Rossa dell’IUCN ad aprile.
In risposta alle crescenti preoccupazioni, il Parlamento Europeo ha approvato una richiesta per chiedere alla Commissione Europea di sostenere un divieto di pesca sul krill dell’Oceano Meridionale per cinque anni.
