Politica del mercato del carbonio in Liberia pronta, nonostante le resistenze.

Politica del mercato del carbonio in Liberia pronta, nonostante le resistenze.

Politica sulla Vendita di Crediti di Carbonio in Liberia: Aggiornamenti e Critiche

Liberia si trova in fase avanzata di sviluppo di una politica per la vendita di crediti di carbonio a compratori internazionali. Le autorità localaffermano che il documento finale è quasi pronto. Tuttavia, gruppi ambientalisti locali segnalano di essere stati esclusi da un processo di revisione finale accelerato, aumentando le preoccupazioni sulla trasparenza e il coinvolgimento delle comunità.

Secondo Jeanine Cooper, CEO dell’Autorità per il Mercato del Carbonio della Liberia, la bozza “penultima” della politica è stata completata la settimana scorsa. In un’intervista telefonica con Mongabay, ha anticipato che la versione definitiva sarà presentata al Presidente Joseph Boakai per la firma imminente.

“È essenziale procedere con politiche e regolamentazioni diverse; dobbiamo quindi completare il tutto il prima possibile,” ha dichiarato Cooper.


Il documento precedente, datato aprile 2026, specifica come la Liberia intende istituire un registro per i progetti di carbonio approvati e come verranno distribuiti i ricavi. Questa bozza indica che l’Autorità per il Mercato del Carbonio, istituita tramite un’ordinanza esecutiva firmata da Boakai alla fine dello scorso anno, sarà responsabile della vendita dei crediti di carbonio liberiani.

Le comunità proprietarie delle foreste e delle terre legate a questi crediti riceveranno al massimo il 50% dei ricavi generati, un aspetto che ha suscitato malcontento tra alcune organizzazioni della società civile in Liberia.

Dayugar Johnson, rappresentante della NGO Coalition, ha sollevato una questione importante: “Se possiedo qualcosa, lo possiedo al 100%. Perché quindi dovrei ricevere solo il 50%?” Questo porta a interrogativi fondamentali sulla giustizia sociale e sui diritti sulle risorse naturali.

Il Ruolo delle Comunità e le Preoccupazioni degli Attivisti

Cooper ha ribadito che i mercati del carbonio liberiani rispetteranno la proprietà delle risorse delle comunità e che i gruppi della società civile hanno avuto occasioni sufficienti per fornire feedback. “Una parte centrale di questa politica è il consenso libero, previo e informato, pertanto nessuno potrà prelevare nulla da nessuno senza il proprio consenso,” ha affermato.

Tuttavia, Johnson ha evidenziato che le ONG liberiane si aspettavano un processo di convalida pubblica finale, ma questi piani sono stati abbandonati a favore di una revisione tecnica più ristretta da parte delle agenzie governative. In una lettera del 30 aprile scorso indirizzata a Boakai, la NGO Coalition ha sollecitato il presidente a non firmare il documento senza un impegno totale con gli stakeholder.

“Abbiamo fornito contributi, ma a volte la versione successiva torna con lo stesso testo, e pensavamo che il luogo per chiarire tutto questo fosse la validazione nazionale, che ora stanno escludendo dal processo,” ha concluso Johnson.


Questo cambiamento di rotta pone ulteriori interrogativi sulle reali conseguenze della politica. Recentemente, il Financial Times ha riportato che la Banca Africana di Sviluppo (AfDB) stava ritardando un pacchetto di finanziamenti per la Liberia fino a quando il Paese non avesse finalizzato la sua politica sul carbonio.

Tuttavia, Cooper ha smentito il rapporto definendolo “non veritiero”. Nonostante ciò, Johnson ha condiviso con Mongabay un’email trapelata dall’agenzia di protezione ambientale della Liberia, che descriveva la politica carbonica come “collegata al supporto dell’AfDB per il bilancio liberiano del 2026”.

“Se la politica viene approvata così com’è, crea opportunità per una legge piena di lacune. Le comunità potrebbero essere marginalizzate, ed è per questo che stiamo opponendoci,” ha affermato Johnson.

La questione dei crediti di carbonio in Liberia non è solo una questione ecologica, ma anche di giustizia sociale e coinvolgimento delle comunità locali. Mentre le politiche si sviluppano, è cruciale che gli interessi delle comunità native siano adeguatamente rappresentati e tutelati.

L’attenzione internazionale su queste dinamiche è fondamentale, e il monitoraggio continuo della situazione da parte di attivisti e ONG sarà necessario per garantire che non vengano compromessi i diritti delle popolazioni locali in nome dello sviluppo economico.

Fonti ufficiali:

  1. Mongabay – Articolo originale
  2. Financial Times – Report

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *