Cimest su liste di attesa in Sicilia: sistema che non funziona e spreca risorse
Alla luce di questi dati, appare legittimo chiedersi se l’attuale modello di gestione delle risorse destinate all’abbattimento delle liste di attesa sia efficiente ed economicamente sostenibile.
L’utilizzo prevalente delle modalità più costose, a fronte della mancata attivazione di strumenti meno onerosi previsti dalla normativa, potrebbe infatti configurare profili di inefficienza nell’impiego delle risorse pubbliche e, nei casi più gravi, anche potenziali ipotesi di danno erariale, materia di competenza della Corte dei conti.
Una sanità che arretra nei livelli essenziali di assistenza
Le criticità del sistema sanitario regionale sono confermate anche dai dati pubblici presentati dal
Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, che collocano la Regione Siciliana:
• terzultima nell’area distrettuale,
• penultima negli adempimenti dei LEA,
• ultima nell’area della prevenzione.
Di fronte a questi dati è inevitabile porsi una domanda semplice: esiste davvero un interesse concreto del sistema sanitario regionale a ridurre le liste di attesa?
Perché se i cittadini continuano ad aspettare mesi per una prestazione pubblica, ma possono ottenerla immediatamente pagando, il rischio è che si stia progressivamente trasformando un diritto garantito dalla Costituzione in un servizio accessibile solo a chi può permetterselo.
