Violenza sulla figlia dall’età di 9 anni: condannato a oltre 18 anni
Fondamentale è stato il contributo della psicologa scolastica, che aveva notato alcuni tagli orizzontali sul braccio della minore, interpretati come possibili segnali di autolesionismo. Durante i colloqui successivi, la bambina ha progressivamente manifestato un profondo disagio emotivo e un rapporto fortemente compromesso con il padre.
È stata proprio la giovane vittima, nel corso degli incontri protetti, a raccontare quanto accadeva in casa, facendo emergere un quadro di presunte violenze ripetute nel tempo.
L’inchiesta e il processo
L’inchiesta, avviata a seguito della segnalazione scolastica, ha portato alla raccolta di elementi considerati decisivi per l’accusa. Gli investigatori hanno ricostruito una serie di episodi che si sarebbero protratti per anni.
La madre della bambina si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Sergio Burgio, con l’obiettivo di tutelare la figlia sia sul piano legale sia su quello psicologico.
