Brasile cancella decreto che privatizzava tre fiumi amazzonici dopo proteste indigene.
La decisione di abrogare il decreto, inizialmente approvato nell’agosto 2025, è stata pubblicata nel Bollettino Ufficiale, il diario legale del governo federale, il 23 febbraio. Questo passaggio è avvenuto dopo un incontro tra i manifestanti, la ministra dell’ambiente Marina Silva e Guilherme Boulos, il segretario della presidenza.
Boulos ha affermato durante una conferenza stampa a Brasília il 23 febbraio: “La decisione di revocare il Decreti 12.600 è stata finalizzata oggi. Questo è un governo impegnato ad ascoltare il popolo, i lavoratori, i popoli indigeni.” Questa presa di posizione rappresenta un segnale positivo per il coinvolgimento delle comunità indigene nei processi decisionali riguardanti il loro territorio e la loro cultura.
I diritti delle comunità indigene in Brasile continuano a essere un tema caldo e la loro lotta per la protezione dei fiumi e delle foreste rappresenta non solo un interesse locale, ma una questione di giustizia sociale e ambientale a livello globale. Queste azioni e decisioni giungono in un contesto di crescente preoccupazione internazionale per la deforestazione e la degradazione ambientale nella regione amazzonica, sostenuta da ricerche della World Wildlife Fund (WWF) e del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), rivelando l’importanza di politiche che tutelino davvero i diritti delle popolazioni indigene.
Fonti ufficiali come il Ministero dell’Ambiente del Brasile e Amazon Watch offrono ulteriori dettagli e aggiornamenti su questa situazione e appoggiano l’importanza della conservazione delle risorse naturali e della protezione dei diritti delle popolazioni indigene.
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