Brasile cancella decreto che privatizzava tre fiumi amazzonici dopo proteste indigene.
Il ruolo delle comunità indigene e la protezione dell’ambiente
Da oltre un mese, centinaia di manifestanti indigeni hanno chiesto al governo di fermare questa iniziativa, temendo che il progetto potesse causare danni irreversibili ai fiumi e minacciare almeno 17 territori indigeni, oltre a numerose comunità fluviali. I manifestanti hanno occupato il terminal di Cargill a Santarém, un sito archeologico precoloniale risalente al 2003, rivendicando la protezione del patrimonio culturale e delle risorse naturali.
Secondo gli archeologi, il terminal è stato costruito su un sito archeologico noto come Porto, e sebbene Cargill neghi tale affermazione, un’indagine effettuata nel 2013 ha identificato frammenti di ossa in un’urna ceramica scavata da questo sito. Ci sono registrazioni che indicano che l’area di Santarém fosse una delle più densamente popolate della regione amazzonica, e che molti indigeni furono uccisi lì dai coloni europei.
Alessandra Korap Munduruku, una leader indigena, ha dichiarato, “Dobbiamo proteggere questo fiume, dobbiamo proteggere questa foresta.” Questa protesta e il suo esito vittorioso evidenziano la necessità di ascoltare le voci delle popolazioni locali e delle loro preoccupazioni riguardo alla salvaguardia dell’ambiente.
