Brasile cancella decreto che privatizzava tre fiumi amazzonici dopo proteste indigene.

Brasile cancella decreto che privatizzava tre fiumi amazzonici dopo proteste indigene.

L’abrogazione del decreto e le ripercussioni sulla comunità indigena

Il Brasile ha recentemente revocato un decreto presidenziale che includa porzioni di tre fiumi amazzonici — il Tapajós, il Madeira e il Tocantins — all’interno di un programma di privatizzazione guidato dallo Stato. Questa decisione è stata il risultato di 33 giorni di proteste da parte di gruppi indigeni, che hanno bloccato un porto di Cargill a Santarém, situato nell’area occidentale dell’Amazzonia brasiliana. Queste proteste hanno sollevato un importante dibattito sulle questioni relative alla sovranità indigena e alla salute degli ecosistemi locali.

Il decreto faceva parte di una più ampia iniziativa infrastrutturale progettata per creare una via di esportazione industriale per chiatte da carico che trasportano soia, mais e altri cereali dagli stati agricoli del Cerrado e dell’Amazzonia verso i porti sulla costa atlantica. La decisione di abrogare questo decreto mostra l’importanza dei diritti delle popolazioni indigene nelle politiche di sviluppo economico del Brasile.


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