Aumentano le accuse di violazioni dei diritti umani nel settore minerario, secondo un rapporto.

Aumentano le accuse di violazioni dei diritti umani nel settore minerario, secondo un rapporto.

Minacce e abusi nei settori minerari

Le accuse di abusi nel Sud America riguardano principalmente minacce alle comunità indigene e un disprezzo sistematico per il processo di Consenso Libero, Preventivo e Informato (FPIC). Questo processo prevede che i residenti siano consultati e approvino un progetto minerario prima della sua attuazione. Le operazioni minerarie pongono inoltre un grave rischio per la salute dei bacini idrici circostanti, poiché spesso smaltiscono rifiuti minerari e acqua utilizzata per l’estrazione.

Esempi concreti includono la miniera di litio Cauchari-Olaroz in Argentina, la quale ha interrotto i cicli naturali dell’acqua, minacciando di salinizzare le zone umide andine e i territori indigeni. Ѐ emerso, inoltre, che la miniera di rame Ariana in Perù mette a repentaglio l’accesso all’acqua potabile per oltre 10 milioni di persone, interrompendo le infrastrutture che forniscono acqua a Lima e Callao. Anche per questo progetto, l’azienda Alpayana non ha fornito commenti al riguardo.

A Ecuador, il progetto Curipamba–El Domo ha generato proteste da parte delle comunità locali, le quali affermano di non essere state consultate adeguatamente riguardo ai rischi legati all’estrazione. Diversi residenti sono stati accusati di diffamazione e i loro conti bancari sono stati congelati, secondo quanto riportato dalla Commissione Ecumenica per i Diritti Umani.


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