Attivisti ambientalisti in Cambogia: gruppi per i diritti umani chiedono libertà immediata.
Dettagli del Caso degli Attivisti Imprigionati
Il 2 luglio 2024, dieci attivisti di Mother Nature Cambodia sono stati condannati a pene detentive in un processo durato poco più di un mese. Solo cinque di loro erano presenti durante il processo, mentre Long Kuntha (28 anni), Ly Chandaravuth (26), Phuon Keoraksmey (25) e Thun Ratha (34) sono stati condannati a sei anni di carcere. L’attivista Yim Leanghy (36) ha invece ricevuto una pena di otto anni per complotto contro il governo e oltraggio alla figura del re. Gli altri cinque, assenti durante il processo, sono stati condannati in contumacia.
L’udienza di appello per tutti i dieci attivisti condannati era prevista per il 2 giugno, ma è stata rimandata indefinitamente dalla Corte d’Appello di Phnom Penh. Le 73 organizzazioni non governative che hanno firmato una lettera aperta indirizzata al Primo Ministro Hun Manet evidenziano che “gli MNC5 sono incarcerati in condizioni di vita sovraffollate e dure, separati l’uno dall’altro e sparsi in prigioni a centinaia di chilometri dalle loro famiglie e dai loro legali”.
Testimonianze di Sostegno e Pressione Internazionale
Tra i firmatari ci sono importanti ONG cambogiane come il Centro cambogiano per i diritti umani, il Centro per l’alleanza del lavoro e dei diritti umani e LICADHO, insieme a gruppi internazionali come Amnesty International, Bruno Manser Fonds e Human Rights Watch. La lettera include anche il sostegno di organizzazioni provenienti da tutto il mondo, che fanno appello al governo cambogiano affinché liberi gli attivisti di Mother Nature Cambodia in vista del Vertice della Francofonia, che si terrà a Phnom Penh dal 14 al 16 novembre 2024.
“Il Vertice della Francofonia rappresenta per gli MNC5 un’unica opportunità di collegamento con la comunità internazionale”, ha commentato Phil Robertson, consulente per l’ONG Bruno Manser Fonds. “Se i leader mondiali che parteciperanno alla riunione di novembre chiederanno alla Cambogia di dimostrare il proprio impegno nella lotta contro il riscaldamento globale e per la protezione dell’ambiente, il modo più semplice per il governo di farlo sarà liberare gli attivisti.”
