Attivisti ambientalisti in Cambogia: gruppi per i diritti umani chiedono libertà immediata.
Il governo ha tentato di convincere i cinque attivisti imprigionati a scusarsi pubblicamente e a rinunciare al loro lavoro in cambio della libertà, una tattica comune per gestire i prigionieri politicamente mirati in Cambogia. Fino ad oggi, però, tutti e cinque hanno rifiutato queste offerte.
L’imprigionamento degli attivisti di Mother Nature Cambodia si colloca in un contesto di repressione, in cui i difensori ambientali sono frequentemente presi di mira dal governo cambogiano. Nel 2025, Ouk Mao, un giornalista ambientale che ha contribuito a scoprire la deforestazione legata a una potente azienda mineraria, è stato arrestato per la seconda volta. Dopo l’arresto di sei difensori ambientali nel novembre 2024, molti membri del gruppo sono stati costretti a fuggire dalla Cambogia.
L’Impatto delle Detenzioni sulle Famiglie
Le famiglie degli attivisti imprigionati affrontano un pesante onere emotivo e finanziario. Nonostante le esperienze precedenti di repressione, i familiari non hanno perso la speranza nei loro cari e nella causa per cui stanno lottando. Molte famiglie hanno dovuto sacrificare esigenze quotidiane per permettersi i viaggi, le visite e l’acquisto di beni essenziali per i loro cari detenuti.
Lisa Mean, un’attivista di Mother Nature Cambodia, ha dichiarato in un’intervista: “Questo periodo di quasi due anni di detenzione ha avuto un forte impatto sulle famiglie. Hanno dimostrato una forza ed una resilienza straordinarie, mantenendo un sostegno incrollabile.” Nonostante le minacce e l’insicurezza diffusa, è diventato sempre più difficile per Mother Nature Cambodia continuare le proprie attività di attivismo a causa della paura di coinvolgere i giovani.
