Altro che Ponte: il viaggio che racconta il vero isolamento della Sicilia

Altro che Ponte: il viaggio che racconta il vero isolamento della Sicilia

A un certo punto l’autista deve fermarsi per il riposo obbligatorio: ha esaurito le ore di guida. Un dettaglio che, in un sistema efficiente, verrebbe gestito con un cambio immediato. In Sicilia diventa invece l’ennesimo rallentamento.

L’arrivo a Messina avviene solo alle 19.00. I passeggeri si imbarcano a piedi sulla nave veloce delle 19.40 per Villa San Giovanni. Da lì, un altro autobus parte alle 20.00 diretto a Paola. La famiglia riesce a scendere a Falerna, dove il figlio li recupera in auto, evitando altre due ore di viaggio. L’arrivo a destinazione è alle 23.00. Quindici ore dopo la partenza.

Non un’eccezione, ma un simbolo. Mentre si discute di megaprogetti futuristici, la Sicilia continua a muoversi come un’isola del passato: infrastrutture fragili, linee ferroviarie vulnerabili, servizi sostitutivi improvvisati. E la domanda sorge spontanea: come si può parlare di collegare l’Italia, quando non si riesce nemmeno a collegare la Sicilia a se stessa?

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