Allo Zen di Palermo spari contro panificio e macelleria
Nel panificio, al momento della sparatoria, erano già presenti alcuni dipendenti impegnati nelle prime preparazioni della giornata. I colpi hanno attraversato le vetrate raggiungendo banconi e forni. Nessuno è rimasto ferito, ma solo per puro caso.
Le indagini sono state affidate alla Squadra mobile, che da settimane lavora insieme al nucleo investigativo dei carabinieri per ricostruire la scia di intimidazioni che sta colpendo commercianti e imprenditori tra Zen, San Lorenzo, Tommaso Natale e Sferracavallo.
La pista del racket e la “banda del kalashnikov”
Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. Sullo sfondo resta forte la pista del racket delle estorsioni, anche se in passato allo Zen episodi simili sono stati collegati anche a regolamenti di conti e vicende personali.
L’attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto sulla cosiddetta “banda del kalashnikov”, protagonista di una lunga serie di raid armati iniziati nei mesi scorsi. Resta da capire se gli autori dell’attacco di via Luigi Einaudi siano gli stessi responsabili delle precedenti intimidazioni.
Le altre intimidazioni delle ultime settimane
Il nuovo episodio arriva infatti dopo una sequenza impressionante di attacchi armati che ha riportato Palermo a scenari che ricordano gli anni più bui della guerra di mafia.
Nel mirino erano già finiti: il ristorante “Al Brigantino”, colpito da raffiche di kalashnikov, un’autorimessa in via Sferracavallo e la sede dell’autonoleggio “Sicily by Car” dell’imprenditore Tommaso Dragotto, in via San Lorenzo oltre che
alcuni negozi di Sferracavallo e Tommaso Natale davanti ai quali erano state trovate bottiglie di benzina, chiaro segnale intimidatorio.
Gli investigatori stanno verificando eventuali collegamenti tra tutti gli episodi, anche alla luce dell’utilizzo ricorrente di armi da guerra.
