A pochi giorni dalle elezioni amministrative ad Agrigento, il centrodestra si presenta diviso con due candidature contrapposte. Da un lato Dino Alonge, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Mpa e Udc; dall’altro Luigi Gentile, appoggiato da Lega e Dc.
Una spaccatura che ha acceso il confronto politico interno alla coalizione proprio nel pieno della campagna elettorale.
Il post di Alonge contro Salvini
A riaccendere lo scontro è stato un post su Facebook di Dino Alonge, che ha criticato la presenza del leader della Lega e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ad Agrigento in occasione di un comizio a sostegno di Gentile.
“Da siciliano mi sento profondamente deluso nel vedere il ministro Matteo Salvini presente a un comizio elettorale usando slogan come ‘orgoglio siciliano’ – ha scritto Alonge – La Sicilia non può diventare uno strumento di propaganda o una bandiera da sventolare solo in campagna elettorale”.
Il candidato ha poi aggiunto: “L’orgoglio siciliano non è uno slogan: è identità, sacrificio e dignità”, sottolineando la necessità, a suo avviso, di un impegno più concreto e continuo verso l’isola.
La replica della Lega: “Dichiarazioni inadeguate”
Non si è fatta attendere la risposta del senatore Nino Germanà, esponente di spicco della Lega in Sicilia, che ha difeso l’intervento di Salvini e criticato duramente le parole di Alonge.
Germanà ha ricordato che la presenza del ministro ad Agrigento sarebbe legata anche al tema dello sviluppo infrastrutturale, citando in particolare il progetto dell’aeroporto nella Valle dei Templi.
“Tutti dovrebbero essere contenti per questa scelta – ha dichiarato – sorprende che vengano mosse critiche da chi si rifà alla stessa area politica”.
Il caso politico e il nodo del centrodestra
Il senatore ha poi espresso sorpresa per le dichiarazioni del candidato sindaco, sottolineando come il ruolo istituzionale richieda toni più equilibrati.
“Sono sorpreso che a fare certe dichiarazioni sia un candidato alla carica di primo cittadino di una città capoluogo di provincia – ha aggiunto Germanà – Rivolgersi in questi termini al vicepresidente del Consiglio mette in serio dubbio la possibilità di indossare la fascia tricolore”.
Il dirigente della Lega ha infine lanciato un avvertimento politico, richiamando la necessità di coesione interna alla coalizione: simili toni, ha osservato, non sarebbero tollerati se rivolti ad altri leader nazionali del centrodestra.
Una campagna elettorale sempre più tesa
Lo scontro ad Agrigento evidenzia una campagna elettorale già segnata da tensioni interne al centrodestra, con divisioni che rischiano di pesare sugli equilibri politici locali. A pochi giorni dal voto, il confronto si sposta sempre più sui toni e sulle polemiche, oltre che sui programmi per la città.