A Palermo regna il lavoro cinese in nero

Dieci aziende commerciali cinesi sospese e 20 lavoratori in nero scoperti. Sono il frutto del servizio simultaneo e coordinato portato a termine in tutte le province siciliane dagli Ispettori del Lavoro della Sicilia

 

di redazione

Palermo – Dieci aziende commerciali cinesi sospese e 20 lavoratori in nero scoperti. Sono il frutto del servizio simultaneo e coordinato portato a termine in tutte le province siciliane dagli Ispettori del Lavoro della Sicilia, coadiuvati dai Carabinieri specializzati del NIL, il Nucleo ispettorato del lavoro, e dai militari dell’Arma territoriale. Il servizio ispettivo, coordinato funzionalmente dal Dirigente generale del dipartimento Lavoro dell’assessorato regionale alla Famiglia, Anna Rosa Corsello, fa parte dell’attivita’ programmata per l’anno in corso tra l’assessorato regionale al Lavoro e l’Arma dei Carabinieri, impegnati nel contrasto al lavoro sommerso e irregolare. Sono state ispezionate 39 attivita’ commerciali, delle quali oltre il 50% e’ risultato fuori norma; sono state scoperti 20 lavoratori “in nero” e 3 irregolari, ovvero assunte, ma con forme contrattuali errate; sono state inflitte 136 sanzioni amministrative per un importo complessivo di 248 mila euro; sono state accertate 17 violazioni in materia di sicurezza e conseguentemente elevate 19 contravvenzioni per un importo complessivo di 104 mila euro. Inoltre, sono stati recuperati contributi Inps e Inail per un importo complessivo di 25.200 euro; sono state sospese 10 attivita’ commerciali per aver superato il limite del 20% di lavoratori impiegati in nero, e un’altra attivita’ sospesa per aver toccato il 100%. Infine, 8 persone sono state denunciate a piede libero per violazioni sulla normativa sulla video sorveglianza e sulla somministrazione di mano d’opera irregolare. I titolari delle attivita’, che in questo caso hanno subito la chiusura delle loro aziende, possono ottenerne la riapertura pagando una multa di 1.500 euro e assumendo immediatamente e regolarmente i dipendenti riscontrati “in nero”.