Osservatorio Turismo BPER: ricavi in crescita nel 2025 e visitatori attesi in rialzo del 14% nel 2026
presenza di stranieri, pari o superiore ai turisti italiani per circa metà delle attività interpellate.
Lo sguardo al 2026 è improntato all’ottimismo: 7 imprese su 10 prevedono un aumento medio degli arrivi del 14%, con un ruolo di primo piano per l’area di Milano anche grazie all’effetto catalizzatore delle Olimpiadi Invernali.
Uno scenario positivo che conferma la centralità del comparto: secondo le stime dell’Osservatorio, il Valore Aggiunto della filiera turistica allargata ha raggiunto i 226 miliardi di euro nel 2024, rappresentando il 12,2% del totale nazionale .
Questa evoluzione favorevole è, però, in parte frenata dal livello dei costi operativi, coda degli aumenti subiti già negli anni passati, in particolare quelli legati all’energia e alle materie prime alimentari.
La buona notizia è che la spinta agli investimenti non si ferma: se il 19% delle imprese intervistate ha già investito sull’efficientamento energetico nel corso degli ultimi cinque anni, il 23% prevede di effettuarne ulteriori nei prossimi due anni per ridurre i costi e migliorare la sostenibilità economica e ambientale. Cresce anche l’attenzione verso l’innovazione e la protezione del business. Il 28% delle aziende ha investito nella digitalizzazione dei processi e, sul fronte della sicurezza, oltre la metà degli operatori si è già dotata di coperture contro danni catastrofali (61%) ed eventi atmosferici estremi (54%). La sostenibilità del settore emerge anche dal modello di approvvigionamento a “vocazione territoriale”, con il 61% delle imprese che utilizza fornitori prevalentemente all’interno della propria regione, accorciando la filiera.
Accanto alle opportunità di crescita, una delle sfide a cui le aziende del settore turistico devono far fronte rimane un mercato del lavoro complesso. Il 32% delle imprese riscontra difficoltà nel reperimento del personale: quasi la metà di queste (45%) attribuisce la carenza alla mancanza di risorse con competenze tecniche adeguate, mentre il 31% alla scarsa disponibilità legata alla stagionalità. Per cercare di ovviare a questa difficoltà, il 60% delle imprese mette in atto strategie per attrarre e trattenere i talenti: tra le più diffuse, spiccano la flessibilità oraria (31%) e gli aumenti salariali (29%). Proattivamente, un terzo delle imprese (32%) sceglie di investire in programmi di formazione e riqualificazione del personale.
L’analisi territoriale, oltre a evidenziare le peculiarità di differenti modelli turistici, scorge delle dinamiche comuni favorevoli: per il 2026, gli operatori del turismo intervistati prevedono un’ulteriore crescita della domanda e degli investimenti.
• A trainare questa aspettativa è soprattutto Milano, dove il 71% delle aziende prevede una crescita dei flussi (in media del 18%), considerando che la manifestazione internazionale olimpica contribuirà a rafforzare la visibilità del territorio milanese e della provincia di Sondrio, attirando turisti italiani e stranieri nel 2026 e negli anni successivi. Inoltre, per la Lombardia, si prospettano investimenti da parte del settore nel biennio 2026/2027, segnalati dal 40% degli intervistati.
• In Sardegna, si registra una prospettiva di crescita per il 2026, con arrivi attesi in aumento per il 73% dei rispondenti (trend medio arrivi +12%). Inoltre, le imprese sarde risultano molto attive sul fronte di nuovi investimenti segnalati dal 36% del campione.
• In Riviera Romagnola, le aziende turistiche prevedono una crescita prospettica significativa nel 2026: il 75% degli operatori si aspetta un incremento degli arrivi (trend medio del +14%) e investimenti previsti per il 25% dei rispondenti.
«I risultati dell’Osservatorio Turismo 2025 confermano la vitalità e la capacità di adattamento delle imprese del settore turistico italiano, un comparto strategico per l’economia nazionale”, dichiara Eliana Chessa, responsabile Ufficio Studi, Ricerche e Innovazione che ha condotto l’indagine. “Le evidenze dello studio realizzato insieme a Banco di Sardegna e Banca Popolare di Sondrio – a cui hanno contribuito oltre mille imprese che ringraziamo – rappresentano un prezioso indicatore per indirizzare sempre meglio il nostro supporto al settore, accompagnando gli operatori nei propri percorsi di crescita, innovazione e sostenibilità.»
