Cannabis e animali: cosa dice la ricerca veterinaria su CBD, dolore e ansia nei pet
Negli ultimi anni l’uso di estratti di cannabis in medicina veterinaria è diventato un tema sempre più discusso. Soprattutto il CBD (cannabidiolo) è al centro dell’attenzione per il suo possibile impiego nel trattamento di dolore, ansia, epilessia e alcune patologie croniche negli animali domestici.
Un percorso che, secondo diversi esperti, ha radici più lontane di quanto si pensi e che oggi si sta strutturando tra ricerca scientifica, pratica clinica e formazione specialistica.
Dalla storia della cannabis alla veterinaria moderna
Gli estratti di cannabis non sono una novità assoluta in medicina: già tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900 la cannabis era presente in alcune farmacopee ufficiali, inclusa quella americana, come rimedio utilizzato anche in ambito umano.
Nel mondo veterinario moderno, invece, un punto di svolta viene spesso fatto risalire al 2013, quando il veterinario californiano Doug Kramer iniziò a sperimentare l’uso di prodotti a base di canapa sui cani, in particolare per alleviare il dolore legato a patologie oncologiche.
Da allora l’interesse è cresciuto, soprattutto negli Stati Uniti, aprendo la strada a un filone di ricerca sempre più strutturato.
