Agricoltura distrugge praterie e zone umide quattro volte più velocemente delle foreste.

Agricoltura distrugge praterie e zone umide quattro volte più velocemente delle foreste.

La perdita degli ecosistemi naturali: un problema crescente

La minaccia degli ecosistemi naturali

Ecosistemi selvatici come savane erbose, arbustivi e paludi aperte stanno perdendo terreno a livello globale, a favore di grandi pascoli e campi di cereali. Un nuovo studio ha rivelato che la conversione di questi ecosistemi avviene a un ritmo quattro volte superiore rispetto a quello delle foreste.

Nel periodo di 15 anni compreso tra il 2005 e il 2020, i ricercatori hanno constatato che ben 190 milioni di ettari (470 milioni di acri) di ecosistemi naturali, un’area quasi pari alla grandezza del Messico, sono stati trasformati, principalmente in pascoli e coltivazioni agricole. Le politiche che proteggono esclusivamente gli ecosistemi forestali sono in parte responsabili di questa pressione crescente, come indicato dagli autori dello studio recentemente pubblicato.

L’impatto della gestione delle risorse

“Avere un focus politico ristrettamente orientato alle foreste ha alimentato l’espansione agricola in ecosistemi non forestali, ecologicamente significativi ma gravemente trascurati, come praterie e paludi aperte,” affermano i ricercatori. Secondo i dati, la metà degli ecosistemi non forestali del mondo è stata trasformata in pascolo, mentre il 27% è stato disboscato per piantagioni di colture alimentari umane e il 17% per il mangime animale.

Le praterie, in particolare, rappresentano un terzo di tutti i punti caldi della biodiversità globale e contengono tra il 20% e il 35% delle riserve di carbonio del pianeta. In questa crisi ambientale, il Brasile si distingue, con il 13% della conversione delle terre non forestali a livello mondiale. Le perdite maggiori provengono dalla savana del Cerrado, un ecosistema che viene definito una “foresta invertita” per via della sua vasta rete di radici sotterranee, responsabili della conservazione di enormi quantità di carbonio e acqua.


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