Studio rivela che il bestiame allontana i leoni dalle terre condivise in Kenya.

Studio rivela che il bestiame allontana i leoni dalle terre condivise in Kenya.

## I leoni e il loro comportamento di fronte al bestiame nella regione del Mara

Uno studio recente condotto nelle conservazioni del Mara in Kenya ha rivelato che i leoni tendono ad evitare le aree utilizzate dal bestiame dei Maasai, anche dopo che gli animali sono stati spostati. I ricercatori suggeriscono che i leoni non reagiscano solo agli incontri immediati con i pastori, ma anche alla pressione esercitata dal bestiame in passato e ai rischi percepiti a lungo termine. Questi risultati sollevano interrogativi su come il pascolo del bestiame possa influenzare il comportamento dei predatori e l’uso della fauna selvatica nelle terre condivise.

I leoni, i maggiori predatori dell’Africa, sono una fonte comune di timore per la fauna selvatica del continente. Tuttavia, in Kenya, il re della giungla mostra un nuovo timore: quello nei confronti del bestiame domestico.

## Coesistenza tra fauna selvatica e allevatori

In Kenya, la maggior parte della fauna selvatica si trova al di fuori delle zone protette. Leoni, zebre ed elefanti, che attirano i turisti, popolano principalmente i pascoli degli allevatori. Per gli agricoltori e i pastori, questa coesistenza può rappresentare sia una maledizione—poiché i predatori talvolta attaccano il bestiame, mentre le mucche competono con gli erbivori selvatici per il foraggio—sia una benedizione, poiché molte conservazioni di proprietà comunitaria affittano porzioni del loro terreno agli operatori turistici per safari e lodge, generando così entrate.

Nella maggior parte dei piani di pascolo delle conservazioni, i pastori possono utilizzare l’intero paesaggio. Questo permette una distribuzione più uniforme della pressione di pascolo, ma presuppone che quando i pastori e il loro bestiame non sono presenti in una zona, altri erbivori e i predatori che li cacciano possano utilizzare liberamente quello spazio. Niels Mogensen, biologo del Mara Predator Conservation Program, un’iniziativa del Kenya Wildlife Trust destinata alla conservazione dei grandi carnivori, osserva che nessuno aveva finora verificato se questo fosse vero.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *