Palermo, Inzaghi: «Con l’Entella la partita più importante dell’anno»
Vigilia carica di significato per il Palermo FC, che si prepara ad affrontare la Virtus Entella. In conferenza stampa, Filippo Inzaghi ha definito la sfida come uno snodo cruciale della stagione.
«Penso che sia la partita più importante dell’anno. Perché affrontiamo una squadra che ha battuto il Monza, ha pareggiato col Frosinone ma meritava, penso che l’Entella sia veramente la sorpresa della stagione, con un allenatore giovane molto bravo. Come tutte le partite di Serie B dovremo fare molta attenzione. Noi però siamo il Palermo, voglio vedere la squadra a che livello è arrivata, mi auguro che la gente ci dia una grande spinta, per noi domani vale più di tre punti. Riusciremmo a chiudere un cerchio importante, quando hai questa possibilità di dare continuità ai risultati positivi la stanchezza non si sente».
Il tecnico ha poi analizzato i cinque gol subiti nelle ultime due gare, senza però dimenticare la grande produzione offensiva: «Ho ragionato sui gol subiti ma ho anche pensato che abbiamo fatto nove gol nelle ultime tre partite. Preferisco una squadra propositiva, dopo il 3-3 abbiamo avuto un’occasione con Pohjanpalo. Questa è una squadra con mentalità vincente, se vuole arrivare dove vuole arrivare bisogna avere questa mentalità. Poi è chiaro che bisogna avere equilibrio, ma penso che i gol dell’Empoli siano nati da rimpalli un po’ casuali, mentre a Genova non siamo stati i soliti, ma dopo 12 partite ci sta».
Grande fiducia nel gruppo e nel lavoro quotidiano: «Questa squadra deve rendersi conto di quanto sia forte. Con queste prestazioni e questa voglia stiamo creando qualcosa, quello che mi piace è il lavoro quotidiano. La squadra mi segue e mi spiace molto lasciare fuori qualcuno, devo fare delle scelte. Dal ritiro non c’è mai stata una multa, un ritardo o un atteggiamento sbagliato. Per un allenatore è una cosa molto bella».
Inzaghi ha annunciato novità di formazione: «Cambierò 4 o 5 giocatori. Ho ancora domattina per ragionare bene, sono contento che la squadra sia al completo al di là di chi sia più o meno stanco. È una partita molto importante per noi».
Sul valore della maglia rosanero: «Cerco di fare il massimo, quello che ho cercato di far capire alla squadra è che sono giocatori forti e che devono avere l’ambizione di poter sognare e di andare dove speriamo tutti. Tenersi la maglia stretta del Palermo è un privilegio, quando sono arrivato alcuni giocatori volevano andar via, mi chiedevo il perché. Io l’avevo desiderato tanto, adesso vedo tutti felici di restare qui».
Consapevole delle pressioni, il tecnico non abbassa la guardia: «So benissimo che nel calcio ogni partita è un esame e al primo inciampo torneranno tutte le critiche. In queste partite nelle difficoltà abbiamo resistito, sapendo che le insidie sono dietro l’angolo. Sarà difficilissima se non l’affronteremo nel modo giusto, se non saremo il solito Palermo faremo una brutta fine. Non accetto passi indietro».
Ancora sull’importanza della gara: «Domani dobbiamo chiudere un cerchio. Chiuderemo una settimana molto positiva, ma ci sono gli avversari. È una squadra che mi piace, molto pericolosa. Non dobbiamo accontentarci, il Palermo può dare molto di più e questo mi rende molto sereno. Peda? Sta stringendo i denti, non si è allenato fino a oggi, proveremo a recuperarlo per la panchina».
Infine, uno sguardo al contesto e alla classifica: «Venezia ha perso? Non cambia la mia opinione, voglio bene a quella piazza. Questo fa capire il valore del nostro risultato a Modena. Palumbo mediano? Può giocare dove vuole, giocando lì gli dovrei chiedere qualche compito difensivo in più, il suo ruolo è più avanti, è il nostro giocatore con più colpi. Chiedergli di fare il secondo mediano mi sembra troppo ma può farlo».
Chiusura dedicata al gruppo e alla crescita: «Non lo dico per tenermi buoni i giocatori che stanno in panchina, ma per me i giocatori che entrano sono i più importanti. Cambio spesso gli ammoniti perché voglio una squadra che pressa forte, se lascio in campo un ammonito che poi viene espulso non dico la verità alla squadra. Bani lo lascio in campo perché è il capitano e per le partite che ha, anche se ammonito, riesce a gestirsi. La forza di questa squadra è questo gruppo, chiunque viene chiamato in causa è presente».
E sulla classifica: «La classifica 12 giornate fa non potevamo guardarla perché eravamo staccati dal gruppo di testa. Mi sembra che ora la strada sia stata intrapresa ma il cammino è ancora lungo e arduo. Quando raggiungiamo il nostro sogno non vogliamo fare da comparsa, dobbiamo arrivarci consci delle nostre forze, avendo costruito un gruppo solido. Questi giocatori devono abituarsi che quanto fatto in queste 12 partite sia la normalità».
