Sanità, al via il confronto sui budget 2026 della specialistica privata

Sanità, al via il confronto sui budget 2026 della specialistica privata

Si è svolta presso l’Assessorato regionale alla Salute, la riunione per l’avvio della concertazione finalizzata alla definizione dei criteri per i budget 2026 della specialistica ambulatoriale da privato accreditato. Un passaggio propedeutico all’emanazione del decreto assessoriale annuale, che dovrà essere adottato entro il 28 febbraio.

L’incontro si inserisce in un contesto di forte difficoltà per il comparto, segnato da anni di mancati adeguamenti economici e da una prolungata paralisi contrattuale.

Un settore in sofferenza da oltre vent’anni

La specialistica ambulatoriale accreditata vive da tempo una situazione critica. A pesare sono soprattutto il mancato adeguamento ISTAT, con un arretrato accumulato in circa vent’anni, e il blocco contrattuale del quadriennio 2020-2023, durante il quale le strutture hanno continuato a garantire i servizi senza un accordo aggiornato.

Una condizione definita “anomala e senza precedenti” dalle sigle sindacali, che ha inciso profondamente sulle risorse umane e finanziarie del settore.

“Non si può chiedere al comparto di reggere all’infinito senza adeguamenti e senza regole certe”, ha dichiarato Roberto Castellaneta, segretario regionale SIOD Sicilia. “Parliamo di strutture e professionisti che tengono in piedi l’assistenza territoriale ogni giorno”.

Incontri serrati per rispettare la scadenza di febbraio

Nel corso della riunione sono intervenute quasi tutte le organizzazioni sindacali, a conferma della complessità del tema. L’Assessorato ha comunicato che gli incontri proseguiranno per tutto il mese di febbraio, con l’obiettivo di emanare il decreto entro il termine previsto dalla normativa.

Una scadenza che, nelle precedenti gestioni, non è mai stata rispettata. In questo senso, la volontà dell’attuale assessore di attenersi ai tempi rappresenta un segnale di discontinuità positiva.

Superare il criterio storico e premiare la qualità

Durante il confronto, l’Assessorato ha ribadito il proprio indirizzo politico-amministrativo: superare il criterio storico di determinazione dei budget, che fino al periodo pre-2020 ha cristallizzato posizioni consolidate, per adottare un sistema orientato alla qualità e alla capacità erogativa delle strutture.

Il nuovo modello punta a valorizzare gli investimenti in personale e strumentazione, la capacità organizzativa e l’operatività nelle aree territoriali più disagiate.

Un impianto teorico condiviso anche da SIOD, che ne riconosce le finalità positive.

Le criticità degli anni 2023 e 2024

Pur condividendo l’impostazione generale, SIOD ha evidenziato come l’applicazione concreta dei criteri negli anni 2023 e 2024 non abbia prodotto risultati coerenti con gli obiettivi dichiarati.

Durante l’incontro sono stati portati esempi concreti, riferiti a singole ASP e alla stessa branca specialistica, in cui strutture con punteggi qualitativi elevati hanno subito pesanti riduzioni di budget, mentre altre con valutazioni basse hanno beneficiato di incrementi.

Riduzioni anche superiori ai 50-100 mila euro per strutture collocate ai vertici delle graduatorie hanno dimostrato, secondo il sindacato, che il sistema non ha premiato realmente la qualità.

Contenziosi e rischio di danno erariale

Le distorsioni generate negli ultimi anni hanno già prodotto numerosi ricorsi e richieste di risarcimento danni da parte delle strutture penalizzate.

SIOD ha ricordato come tali disparità espongano l’Amministrazione regionale al rischio di un contenzioso diffuso, a danni economici per il sistema dell’accreditamento e a potenziali profili di danno erariale.

Evitare il ripetersi di queste criticità è considerato un interesse comune, sia per le istituzioni che per gli operatori del settore.

La proposta SIOD: simulazioni e controlli preventivi

In un’ottica di responsabilità istituzionale, SIOD ha avanzato una proposta basata su prudenza e metodo. Il sindacato ha suggerito all’Assessorato di utilizzare simulazioni e proiezioni interne prima dell’emanazione del decreto, come strumento di verifica preventiva.

L’obiettivo è controllare la coerenza degli algoritmi, prevenire effetti distorsivi e garantire che i criteri premiali producano risultati effettivamente legati alla qualità.

“Non chiediamo di vedere le proiezioni, ma che l’Assessorato le faccia per sé, come controllo di qualità”, ha spiegato Francesco Romano, segretario generale SIOD.

Tempi certi, ma con responsabilità

Secondo SIOD, il rispetto delle scadenze è un elemento positivo, ma non può sostituire la necessità di un metodo rigoroso.

“Un decreto emanato nei termini è un fatto positivo”, sottolinea il sindacato, “ma senza adeguate verifiche preventive rischia di riprodurre gli stessi errori del passato”.

La rapidità, dunque, non deve andare a scapito dell’accuratezza tecnica e dell’equità.

L’impegno per un sistema più equo

SIOD ha confermato la propria partecipazione attiva alla concertazione, chiedendo che il decreto 2026 sia coerente con l’orientamento giurisprudenziale, fondato su criteri solidi e verificati, capace di evitare nuove ingiustizie e di tutelare il sistema sanitario regionale.

L’obiettivo dichiarato è costruire un modello di allocazione delle risorse che garantisca sostenibilità, qualità dei servizi e stabilità per le strutture che operano quotidianamente sul territorio, a beneficio dei cittadini e dell’intero sistema sanitario siciliano.

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