Il 15 luglio, sono scoppiati conflitti armati tra gruppi armati vicino a un Centro di Trattamento Ebola (ETC) a Nyankunde, situato a 45 chilometri a sud-ovest di Bunia, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Questo evento ha profondamente impattato la risposta all’epidemia di Ebola nella regione.
In seguito ai combattimenti, il personale medico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie in Africa (Africa CDC) e dell’ONG Samaritan’s Purse ha dovuto evacuare da Nyankunde, rallentando ulteriormente le operazioni di risposta all’Ebola nella zona. “Ieri c’è stata un’attacco e ci sono attacchi frequenti, in effetti dal termine del 2025. Il conflitto armato si è intensificato”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, durante una conferenza stampa il giorno dopo l’incidente.
La 17a Epidemia di Ebola nella RDC
Dal maggio 2026, la Repubblica Democratica del Congo sta affrontando la sua 17a epidemia di Ebola. Sebbene il ceppo Bundibugyo non sia considerato il più mortale tra i varianti di Ebola, il numero dei casi continua a crescere rapidamente. Solo negli ultimi due mesi, il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti (CDC) ha registrato 2.124 casi e 828 decessi, rendendo questa epidemia la più rapida nella storia conosciuta.
L’epidemia attuale è localizzata in una città mineraria popolata da lavoratori migranti che si spostano attraverso la regione, aumentando la diffusione della malattia. Inoltre, l’area è teatro di un conflitto armato continuo, il che rende difficile per i lavoratori umanitari rispondere in modo sicuro.
Il dottor Desire Duabo, capo della zona sanitaria di Nyankunde, ha riferito a Mongabay che gli spari sono iniziati dopo che il comandante della milizia del Fronte Patriottico e d’Integrazione del Congo (FPIC) e i suoi guardaspalle sono stati uccisi da uomini armati, ancora non identificati, nei pressi del centro di trattamento. Attivo dal 2019, il FPIC è uno dei tanti gruppi armati che operano nella regione.
“La situazione è stata estremamente tesa negli ultimi due giorni. Siamo sotto grande stress. I pazienti sono rimasti presso il Centro di Trattamento Ebola e ricevono assistenza dal nostro personale locale”, ha dichiarato Duabo, che è rimasto sul posto, in un colloquio telefonico con Mongabay.
Interruzione delle Attività di Risposta all’Ebola
Descrivendo la situazione come senza precedenti, ha aggiunto: “Tutte le attività di risposta all’Ebola [nella zona] sono state messe in pausa. La tracciabilità dei contatti per i casi confermati è stata interrotta, le segnalazioni non possono più essere investigate e non siamo in grado di effettuare funerali sicuri e dignitosi. La situazione deve cambiare.” Non è chiaro quando o se i lavoratori umanitari torneranno nell’area.
Mongabay ha contattato l’OMS per ulteriori commenti, ma non ha ricevuto risposta entro il momento della pubblicazione. Nonostante le sfide, il capo dell’agenzia si è dichiarato ottimista riguardo alla possibilità di riportare sotto controllo l’epidemia. “Anche senza vaccini e trattamenti approvati, 377 persone si sono riprese, dimostrando che con una diagnosi precoce e assistenza sicura, questa malattia può essere superata e fermata”, ha affermato Ghebreyesus.
È importante monitorare la situazione in RDC, poiché le dinamiche di conflitto armato e la diffusione dell’Ebola sono interconnesse e complesse. Gli sforzi umanitari devono affrontare non solo la malattia, ma anche la sfiducia della comunità e le violenze continuate. Fonti ufficiali come l’OMS e il CDC stanno continuando a seguire la situazione da vicino.
Per ulteriori dettagli e aggiornamenti, fai riferimento ai comunicati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie.
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