Villaggi sudafricani si oppongono alla miniera di sabbia: cambia la forma del territorio.
La popolazione è profondamente legata all’accesso alla spiaggia e alle risorse marine. Non solo praticano il nuoto e il picnic, ma si dedicano anche alla raccolta di alghe e gamberi, che costituiscono un’importante fonte di sostentamento. La miniera, secondo i residenti, rappresenta un’ulteriore minaccia al loro modo di vivere, accumulando rischi di malattie e di alterazione dell’ecosistema marino.
Il signor Ayanda Yekani, presidente della Cooperativa di Pesca Siyaphambili, ha sottolineato la necessità di proteggere il territorio, mentre Bulelwa Paliso, un altro membro della cooperativa, ha affermato: “Amavenda minerari rovinerebbe tutto. Posso dire con certezza che i bambini qui non avranno nulla da mangiare se la miniera andrà avanti.” La paura di una zona di sacrificio per i minerali pesanti è palpabile tra le comunità.
In questo contesto di ansia e opposizione, una petizione è stata lanciata per chiedere la sospensione del progetto. La lotta della comunità ha trovato sostegno anche in istituti accademici che sottolineano l’importanza della salvaguardia delle terre e delle risorse, mettendo in discussione l’idea che le estrazioni minerarie possano portare prosperità per chi vive nei territori interessati.
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