Villaggi della RDC protestano contro Perenco per l’inquinamento: “Non riuscivamo a respirare”.
La Risposta di Perenco e le Reazioni Locali
Perenco, in una dichiarazione a Mongabay, ha affermato di avere un progetto attivo dal 2021 per ridurre le emissioni di gas serra e ha dichiarato di aver spento 220 torce permanenti. Tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli riguardo all’incidente del 12 aprile 2025.
Un anno dopo, i residenti hanno presentato un elenco di richieste a Perenco, che include assistenza sanitaria per gli abitanti, opportunità di lavoro locali e lo spostamento dell’impianto di stoccaggio di petrolio per prevenire ulteriori inquinamenti. Secondo le affermazioni di Packera, la situazione rimane grave: “Non c’è stato alcun seguito. Il terreno è inquinato, la nostra terra è sempre meno fertile e i nostri raccolti non producono più buoni risultati.”
Il 6 e 7 maggio, la popolazione si è mobilitata, erigendo barricate per bloccare l’accesso alle strutture di Perenco. La rivolta ha temporaneamente paralizzato le operazioni nella regione meridionale del giacimento petrolifero.
Il Supporto Internazionale e il Futuro
La coalition internazionale Notre Terre Sans Pétrole (NTSP), che riunisce oltre 210 organizzazioni da 12 paesi, ha espresso pubblicamente il proprio supporto per le richieste delle comunità di Muanda, chiedendo alle autorità congolesi e a Perenco di rispondere prontamente.
In risposta alle accuse, Perenco ha etichettato i manifestanti come persone di cattive intenzioni, senza affrontare nel merito le denunce dei cittadini. Packera ha ribattuto, sottolineando come l’interruzione dell’elettricità era avvenuta settimane prima della protesta. Le promesse fatte da Perenco di visitare il villaggio non sono state mantenute, aumentando la frustrazione degli abitanti.
In aggiunta, le ONG Sherpa e Friends of the Earth hanno denunciato Perenco in Francia a seguito di rivelazioni su inquinamento legato alle operazioni della compagnia in DRC. Dopo tre anni di procedimenti legali, la compagnia petrolifera francese è attesa in giudizio per “danno ecologico” nel 2026.
Per ulteriori informazioni sull’argomento, è possibile consultare fonti ufficiali come Greenpeace e il ministero dell’Ambiente della Repubblica Democratica del Congo.
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