Via D’Amelio, Mattarella: “Il disegno eversivo della mafia è stato sconfitto”

Via D’Amelio, Mattarella: “Il disegno eversivo della mafia è stato sconfitto”

, presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'inaugurazione anno della Cultura 2023 al teatro Grande di Brescia, 20 gennaio 2023. Only Crew Filippo Venezia Fotolive (Brescia Brescia - 2023-01-20, fotolive) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

A 34 anni dalla strage di via D’Amelio, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, commemora il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta, tracciando un bilancio della lotta a Cosa Nostra e ribadendo la forza delle istituzioni democratiche di fronte alla minaccia stragista.

La sconfitta del piano eversivo

Il capo dello Stato ha ricordato il drammatico contesto del 1992, un anno che ha segnato profondamente la storia recente d’Italia:

«La strage di via D’Amelio, due mesi dopo quella di Capaci, ha segnato in profondità la coscienza del Paese. Rappresentò il culmine di un disegno eversivo che mirava a piegare le istituzioni democratiche e la stessa libertà degli italiani».

Un disegno criminale che tuttavia, sottolinea Mattarella, non ha raggiunto il suo obiettivo. Grazie all’impegno sinergico di magistratura, forze di polizia e istituzioni, la Repubblica ha dimostrato di essere più forte, sconfiggendo quella strategia del terrore attraverso la cattura e la condanna di carnefici e mandanti.

Il tributo ai servitori dello Stato

Il Capo dello Stato ha voluto rendere omaggio, nominandoli uno a uno, agli agenti della scorta che persero la vita il 19 luglio di trentaquattro anni fa: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

«Nomi iscritti per sempre nella memoria della Repubblica. Restano intatti i nostri sentimenti di solidarietà e di vicinanza con i familiari di tutti coloro che hanno difeso la nostra comunità dal cancro mafioso».

L’eredità di Falcone e Borsellino

Oltre al dolore e al ricordo, la nota del Quirinale si concentra sull’eredità concreta lasciata dai due magistrati simbolo della lotta alla mafia. Mattarella ha individuato tre pilastri fondamentali del loro operato:

L’innovazione giudiziaria: Con la loro professionalità e il loro coraggio hanno istruito processi che prima non si riuscivano a celebrare. Gli strumenti legislativi: Hanno dotato lo Stato di nuovi e più avanzati strumenti di contrasto alla criminalità organizzata. La rivoluzione culturale: Hanno seminato la cultura della legalità, insegnando alle nuove generazioni che la logica mafiosa si combatte a partire dai gesti quotidiani e tra i banchi di scuola.

«Il loro impegno – ha concluso il Presidente della Repubblica – è ormai parte integrante e irrinunciabile della coscienza democratica della Repubblica».

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