Vampe a Palermo, notte di caos: quando una tradizione diventa guerriglia
Non è escluso che alcuni degli incendi fossero mirati. Lo scorso weekend erano già stati segnalati roghi contro alcune auto, e la tradizione delle vampe di San Giuseppe potrebbe aver mascherato azioni criminali organizzate.
Polizia e carabinieri hanno presidiato tutte le uscite del quartiere, diventando a loro volta bersaglio di sassaiole insieme ai vigili del fuoco. Le operazioni di spegnimento hanno richiesto l’intervento di un elicottero della Guardia di Finanza e di numerose pattuglie, con oltre 40 interventi in tutta la città.
Scene registrate dalla scientifica e social media
Le scene degli incendi e delle aggressioni sono state interamente riprese dalla polizia scientifica. Le immagini saranno al centro delle indagini per identificare i responsabili nascosti sotto cappucci e passamontagna. Lo scorso anno, oltre una decina di minori erano stati denunciati e arrestati per episodi simili durante le vampe.
Nei giorni precedenti allo scontro, i giovanissimi avevano condiviso sui social, in particolare su TikTok, sfide tra quartieri, alimentando tensioni e anticipando gli atti di violenza della notte. “Non è più folklore o il ripetersi di antiche tradizioni – racconta uno dei soccorritori – Ormai negli ultimi anni le vampe di San Giuseppe allo Zen 2 sono diventate rivolte organizzate contro le istituzioni”. Gli incendi più gravi si sono verificati oltre allo Zen 2 anche in altre zone di Palermo, tra cui Zisa, Villaggio Santa Rosalia, Uditore e Brancaccio, fino all’una di notte.

