Ricercatore palermitano nel team che ha trovato la cura contro l’Hiv

Un vero e proprio motivo di orgoglio non solo per se stesso, ma anche per i siciliani, l’impresa compiuta a Philadelphia dal ricercatore palermitano Pietro Mancuso, che, insieme ad un equipe specializzata di diciannove scienziati della Temple University, è riuscito a trovare un modo per modificare il genoma dell’HIV, impedendone la replicazione e la consequenziale fase di Aids.

Il virus dell’HIV è trasmissibile attraverso il diretto contatto di sangue infetto, mediante rapporti sessuali con individui affetti o da madre con HIV a figlio nel periodo di gravidanza o allattamento al seno.

L’infezione da HIV può sfociare nell’Aids (Sindrome di immune deficienza acquisita), uno stadio clinico particolarmente avanzato che si verifica quando le cellule del sistema immunitario si riducono e l’organismo non è più in grado di difendersi anche dalle più comuni infezioni.

La dura lotta del giovane siciliano per cercare la soluzione ad una malattia che durante gli anni 90 si è dimostrata inarrestabile e fatale, prosegue dal 2014 e ha avuto una svolta piuttosto significativa, e a dir poco inaspettata, in un anno così travagliato.

I risultati sono stati ottenuti dopo aver testato la cura su cinque macachi ai quali è stata iniettata una piattaforma molecolare, tramite la tecnica CRISPR/Cas9, vincitrice al Nobel per la chimica.

Il gruppo è quindi riuscito a frammentare il genoma virale al punto da disintegrarlo e guarire così i macachi, seguendo procedure che prima d’ora risultavano impossibili da applicare.

Tutto ciò è frutto di abilità e la bravura di giovani menti trionfanti in campo scientifico, ora intenzionati a dare una speranza a tutti coloro i quali sono affetti da questa piaga.

“Le persone in tutto il mondo soffrono di Hiv da 40 anni – dichiarano Pietro e il ricercatore iraniano Khalili a capo del teamm- e ora davvero siamo molto vicini alla ricerca clinica che potrebbe portare ad una cura definitiva”.

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