Un nuovo trattato entra in vigore per regolare la vita negli oceani internazionali.

Un nuovo trattato entra in vigore per regolare la vita negli oceani internazionali.

Il secondo pilastro riguarda le valutazioni di impatto ambientale. Gli Stati che prevedono attività in aree oltre la giurisdizione nazionale, come nuovi metodi di pesca o estrazione mineraria, dovranno valutare e divulgare gli impatti probabili delle loro azioni. È previsto un sistema di condivisione delle informazioni che renda queste valutazioni visibili e confrontabili, riducendo il rischio che attività dannose vengano svolte senza monitoraggio.

Il terzo e più delicato aspetto tocca le risorse genetiche marine. Microrganismi, coralli e spugne degli abissi stanno diventando sempre più preziosi per le aziende farmaceutiche e biotecnologiche. I Paesi in via di sviluppo hanno sostenuto che i benefici derivanti da queste risorse dovrebbero essere condivisi, visto che le acque internazionali sono considerate un bene comune globale. Il trattato stabilisce un quadro per la condivisione dei benefici, lasciando però a future decisioni dei membri alcune questioni chiave.

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