Un documentario rivela comportamenti inediti dei gorilla di montagna mai filmati prima.

“È qualcosa che potresti vedere tra un decennio, non in due anni di riprese”, afferma Tara Stoinski, CEO del Dian Fossey Gorilla Fund.

Stoinski si riferisce a comportamenti rari che vengono osservati nei gruppi di gorilla di montagna, come il “passaggio di dominanza”, in cui un giovane maschio silverback prende il comando da un maschio più anziano, e l’infanticidio, dove un gorilla esterno o emarginato uccide la prole di una nuova madre all’interno del gruppo. Il primo di questi eventi è stato catturato in video nei primi giorni di riprese per il documentario Netflix *A Gorilla Story: Told by David Attenborough*.

Le Sfide della Conservazione dei Gorilla


Tara Stoinski è intervenuta durante il Mongabay Newscast per discutere il suo ruolo come consulente scientifico nel progetto di lunga assistenza, la rarità dei comportamenti documentati e il suo punto di vista sulla conservazione dei gorilla nel Grande Paesaggio Virunga, che comprende Rwanda, Uganda e la Repubblica Democratica del Congo.

“Questi gorilla ora vivono praticamente su un’isola di foreste circondata da alcune delle più alte densità di popolazione rurale in Africa”, continua Stoinski, evidenziando le sfide che affrontano. Le riprese per il documentario sono avvenute in Rwanda, con stress e sfide per i gorilla di montagna che variano rispetto a quelle nel Parco Nazionale Virunga, in Congo. Le minacce in quest’ultimo includono conflitti armati, bracconaggio, disboscamento e caccia per il commercio di carne selvatica.

Secondo Stoinski, nel Parco Nazionale dei Vulcani in Rwanda, dove è stato girato il documentario, le minacce sono differenti. “Il cambiamento climatico è un problema per i gorilla… e influisce anche sulle persone che vivono vicino ai gorilla. Se lottano e i loro mezzi di sussistenza vengono compromessi, potrebbe significare una maggiore pressione sul parco. Anche le malattie rappresentano un rischio per i gorilla”, osserva.

Mike DiGirolamo è l’host e produttore del Mongabay Newscast con sede a Sydney. Puoi trovarlo su LinkedIn e Bluesky.

Un Documentario Che Cambia Prospettive


L’immagine di apertura mostra un maschio gorilla, Ubwuzu, come presentato nel documentario Netflix. Immagine di Ben Cherry/Courtesy of Netflix/Dian Fossey Gorilla Fund.

Tara Stoinski esprime entusiasmo verso la rappresentazione dei gorilla nel film, sottolineando le affinità che condividiamo con loro. “Il film fa un lavoro straordinario nel mostrare le similitudini tra noi e i gorilla”, dice. “Abbiamo condiviso alcune delle caratteristiche che ammiriamo di più nella nostra specie, e questo è evidente nel film.” Stoinski spera che il film sensibilizzi il pubblico sulla conservazione dei gorilla, mostrando il forte legame che queste creature hanno con gli esseri umani.

Le riprese hanno catturato comportamenti mai visti prima, come il passaggio di dominanza tra i maschi silverback, nonché interazioni di gruppo che rivelano il complesso tessuto sociale dei gorilla. “All’inizio della nostra osservazione, la dinamica di potere del gruppo ha subito un cambiamento subito dopo l’inizio delle riprese”, racconta Stoinski. “Un altro aspetto interessante è stato vedere l’importanza delle femmine nel facilitare il passaggio di potere.”

A testimonianza dell’importanza della relazione tra i gorilla, Stoinski discute il caso di Imfura, un gorilla che, sebbene avesse un legame affettivo con un giovane, ha compiuto atti drammatici nell’ambito della sua stratificazione sociale. “Imfura ha dimostrato una dinamica complessa: da un lato, la sua dolcezza nei confronti dei più giovani, dall’altro, la sua strategia di allontanamento all’interno del gruppo”, spiega Stoinski. Questa dualità nella personalità di Imfura offre uno spaccato della vita sociale dei gorilla, evidenziando quanto sia complesso il loro comportamento.

Le riprese non si sono limitate a cogliere momenti emblematici. Sono emerse anche sfide legate alla popolazione dell’area, dove oltre 1.000 gorilla di montagna risiedono. Questi animali affrontano minacce non solo da parte della pressione umana sul loro habitat, ma anche da problematiche legate alla salute, come riportato in diverse cifre ufficiali.

“Fino agli anni 2000, avevamo solo tre gruppi di gorilla in questa area, ma ora sono aumentati a 13, portando a maggiori interazioni tra gruppi che possono influire negativamente sulla salute degli individui”, avverte Stoinski. Grazie a quasi 60 anni di osservazione, il Gruppo Dian Fossey ha potuto raccogliere dati solidi sulle conseguenze di tali cambiamenti.

Infine, è fondamentale citare che, mentre i gorilla di montagna sono in aumento, altre specie, come i gorilla Grauer, si trovano ad affrontare un declino drammatico a causa del bracconaggio e della perdita del habitat. Questo porta a una situazione votata alla ripresa per i gorilla di montagna, ma richiede un monitoraggio e un intervento regolatorio continuo.

Le sfide per i gorilla di montagna richiedono l’attenzione di ogni appassionato di conservazione. “Ogni persona ha un ruolo nella conservazione di queste creature”, conclude Stoinski, richiamando l’importanza dell’impegno collettivo per i gorilla e il loro habitat.

Fonti ufficiali:

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Luigi Salemi: