Il brutale omicidio di Everton Lopes Rodrigues
Il 12 giugno 2025, Everton Lopes Rodrigues, un giovane di 21 anni appartenente alla comunità indigena Avá Guarani, è stato trovato decapitato nello stato del Paraná, nel sud del Brasile. Rodrigues era il figlio del capo del villaggio indigena Yvyju Avary e accanto al suo corpo è stata rinvenuta una lettera lasciata dai suoi assassini, contenente “gravi minacce” contro le comunità indigene locali. Questo crime non è isolato, poiché il Brasile sta affrontando un aumento allarmante della violenza nei conflitti legati alla terra.
Un altro tragico caso è quello di Marcelo “Ku’i” Ortiz, un uomo di 33 anni anch’esso Avá Guarani, la cui testa è stata esposta su un palo pochi mesi prima. Questi eventi fanno parte di una serie di omicidi che hanno portato a un totale di 26 omicidi correlati a conflitti terrieri registrati nel 2025, secondo un rapporto nuovo della Commissione Pastorale della Terra (CPT), una ONG affiliata con la Chiesa Cattolica. Di queste vittime, sette erano indigene e dieci lavoratori rurali senza terra.
Una spirale di violenza crescente
Il rapporto, co-autore Claudio Lopes Maia, sottolinea che “la violenza estrema nelle aree rurali non avviene casualmente. Segue schemi relativamente ben definiti”. Secondo Maia, l’omicidio è diventato uno strumento di “risoluzione dei conflitti” in determinati territori. Il numero di omicidi nel 2025 è raddoppiato rispetto ai 13 registrati nel 2024, rendendo il 2025 uno degli anni più violenti dell’ultimo decennio. In aggiunta, la CPT ha registrato 66 tentativi di omicidio e 105 minacce di morte.
Si stima che il 62% degli omicidi sia avvenuto nella foresta amazzonica brasiliana, con gli stati di Pará e Rondônia che registrano i tassi di deforestazione più alti e il numero maggiore di omicidi: sette in ciascuno stato. Tra questi, ci sono stati due massacri, definiti come tre o più persone uccise nella stessa data e nello stesso luogo.
Uno di questi massacri si è verificato nel comune di Vilhena, in Rondônia. A giugno 2025, assalitori hanno dato fuoco alla casa di Josenir Vieira de Oliveira, presidente di un’associazione di piccoli agricoltori. Con lui sono morti anche due familiari, Alex de Oliveira e Luciana Cristiano de Souza. Prima della sua morte, Oliveira aveva segnalato a un consigliere locale che un gruppo di invasori aveva minacciato la sua famiglia per aver invaso la loro terra. Dopo aver ricevuto serie minacce alla sua vita, Oliveira aveva persino deciso di dimettersi dalla presidenza dell’associazione.
In un altro caso, risalente a gennaio 2025, un agricoltore ha sparato tre colpi a un bracciante senza terra, Francisco “Cafu” do Nascimento de Melo, nel comune di Boca do Acre, nello stato di Acre, uccidendolo sul colpo. I vicini hanno riferito a un’agenzia di stampa locale che l’agricoltore aveva precedentemente minacciato diverse famiglie nella regione. Questo caso ha avuto grande risonanza nella comunità, poiché Cafu era molto amato dai suoi concittadini. L’agricoltore è stato arrestato per omicidio.
Secondo la CPT, il 77% degli omicidi legati ai conflitti terrieri nel 2025 è stato perpetrato da agricoltori, sia direttamente che tramite sicari. Il fenomeno della violenza legata alla terra in Brasile è complesso e richiede un approccio multidimensionale da parte delle autorità competenti e della società civile. È fondamentale che le forze di sicurezza e il governo intervengano per proteggere le comunità più vulnerabili, in particolare quelle indigene e i lavoratori agricoli senza terra.
È evidente che la situazione è in peggioramento e richiede una risposta urgente. Le violenze non solo minacciano la vita delle persone, ma anche la stabilità delle comunità e dei territori. Gli esperti avvertono che senza interventi significativi, il numero di omicidi potrebbe continuare a crescere nei prossimi anni. Risulta quindi cruciale che le autorità locali e nazionali adottino misure concrete per garantire la sicurezza di chi vive in zone a rischio.
Fonti ufficiali: Commissione Pastorale della Terra (CPT) e altre agenzie di stampa locali.
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