Turkana: l’adattamento al cambiamento secondo l’ecologista Ikal Angelei
Nel 2008, Ikal Angelei, coordinatrice di un programma presso l’Institute Turkana Basin, ha appreso da scienziati visitatori della costruzione di una enorme diga idroelettrica in Etiopia, il Gibe III. Preoccupata per l’impatto devastante che avrebbe potuto avere sul Lago Turkana e sulle comunità che dipendono da esso, Angelei ha fondato un’organizzazione di base, denominata “Friends of Lake Turkana”, per dare voce a chi era stato escluso dal processo consultivo e per opporsi al progetto. Nel 2012, il suo attivismo le ha valso il Goldman Environmental Prize.
La sua organizzazione continua a collaborare e rappresentare le comunità del bacino di Turkana, chiedendo giustizia sociale, economica, culturale, ambientale e territoriale.
Resilienza e sfide attuali a Lago Turkana
In un’intervista con Mongabay, Angelei discute la resilienza nel contesto contemporaneo del Lago Turkana. Secondo lei, i concetti di resilienza devono essere interrogati: “Resilienza per chi?” La popolazione ha storicamente sviluppato meccanismi di adattamento, ma i fattori di stress interni ed esterni complicano la situazione attuale. Le inondazioni, lo spostamento delle specie ittiche e le zone di riproduzione distrutte si sommano alle pressioni esercitate da programmi che non rispondono necessariamente ai bisogni reali della comunità.
